Riforma pensione dopo quota 100: solo con 30 anni di contributi, sarà possibile?

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31/05/2020

Riforma pensione dopo Quota 100, ci sarà la possibilità di uscire dal lavoro con 30 anni di contributi? Analizziamo le possibilità.

Riforma pensione dopo quota 100: solo con 30 anni di contributi, sarà possibile?

Tutti in attesa della Riforma pensione dopo quota 100, tante le proposte allo studio. La riforma pensione quota 100 è entrata in vigore con il decreto n. 4/2019 voluta dal governo Salvini – Di Maio. Questa misura è fonte di molte polemiche e non piace al nuovo governo che studia la misura per sostituirla. Al momento la pensione anticipata quota 100 fa parte delle pensioni news nel 2020 e durerà per tutto il 2021.

Riforma pensione dopo quota 100: possibilità con 30 anni di contributi?

Un lettore ci ha scritto: Buonasera, sono Adriano, attualmente ho 58 anni di età e 32  di versamenti contributivi. Chiedo cortesemente, quando potrò andare in pensione, ma soprattutto se, secondo lei, nei prossimi anni ,potrò avere qualche beneficio, per poter eventualmente, accedere alla pensione anticipata. Faccio presente che da gennaio 2019, non sto lavorando; in  attesa di risposta, ringrazio anticipatamente.

Salve Adriano,

analizzando la situazione attuale in base ai contributi che lei ha maturato, una misura che permette la possibilità di accedere alla pensione anticipata è l’Ape Sociale attualmente in vigore e sicuramente sarà rinnovata anche per il 2021. Questa misura  prevede la possibilità, per i disoccupati che almeno da tre mesi hanno finito di fruire dell’indennità di disoccupazione, di  accedere alla pensione con 63 anni di età e 30 anni di contributi. L’assegno viene percepito per 12 mensilità ed è a totale carico dello Stato. Nel suo caso si tratta comunque di attendere cinque anni e inoltre, non sappiamo se questa misura resisterà per cinque anni.


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Si spera in una nuova riforma pensione che permetta l’accesso anticipato a sostituzione della quota 100, dalle indiscrezioni che circolano il requisito anagrafico sarà aumentato, si parla di 64 anni e non di 62 anni attuali.

Sicuramente trenta anni di contributi non sono pochi, ma sono sempre collegati all’età anagrafica. Nel suo caso 58 anni sono pochi per la pensione e troppi per trovare un lavoro.

Una misura che permette di ricevere una rendita fino all’età di vecchiaia è la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA). Questa misura innovativa permette di anticipare il pensionamento per i lavoratori di lunga durata (24 mesi), dieci anni prima dall’età richiesta per la pensione di vecchiaia che nel 2020 è di 67 anni.

I requisiti richiesti nel suo caso sono: un requisito contributivo di 20 anni; almeno 57 anni di età e aver versato almeno cinque anni di contributi in un fondo pensione.

La Rita risulta conveniente quando maggiore è il montante accumulato nel fondo pensione.

Per approfondire questa misura, le lascio qui la guida: Pensionamento con la RITA: requisiti, aspetto fiscale e convenienza

Sicuramente, la nuova riforma pensione conterrà tantissime novità e non è detto che non ci sia qualche speranza per coloro che sono rimasti senza lavoro.