Riforma Pensione: Quota 100, Opzione donna e condono Inps, i dubbi e le incertezze

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19/10/2018

Parla il Presidente dell’Inps, Tito Boeri che nel corso di una audizione presso la Commissione Lavoro della Camera avverte il Governo su alcune tematiche.

Riforma Pensione: Quota 100, Opzione donna e condono Inps, i dubbi e le incertezze

Le parole di Boeri: le modifiche alla Legge Fornero proposte dal Governo costeranno un bel po’, almeno è quello che dice il Presidente dell’Inps, Tito Boeri durante una audizione presso la Commissione Lavoro della Camera. Secondo il presidente dell’Inps il pacchetto complessivo sul fronte pensioni comprendente novità come la quota 100 e l’ opzione donna ,porterà ad un incremento della spesa previdenziale nei prossimi 10 anni di 140 mld. Per quanto riguarda le risorse che potrebbero essere risparmiate con il taglio delle pensioni d’oro, inserite nella legge di stabilità, secondo l’Inps , si potrebbero ottenere risparmi pari a 150 mln di euro l’anno che potrebbero arrivare a 300 milioni solo abbassando la soglia a 78 mila euro lordi all’anno pari a circa 3.800 euro netti al mese. Cifre lontane da quelle stimate dall’esecutivo, che conta di racimolare dall’intervento equitativo 1 miliardo di euro. Per superare i 150 mln di risparmio, spiega ancora Boeri, è quello di stimolare quanto più possibile il prepensionamento per poi riservarsi di intervenire tagliando queste pensioni o, ancora, “cambiare il provvedimento e disegnare un intervento perequativo” sulla falsa riga di quello già effettuato dal governo Letta. Una eventualità possibile, per Boeri, considerato che lo stop alla perequazione per gli assegni pari a 6 volte il minimo, sopra i 2.500 euro netti al mese, esaurirà i suoi effetti proprio quest’anno.

Inefficace Stop al cumuloRiforma Pensione: Quota 100, Opzione donna e condono Inps, i dubbi e le incertezze

Secondo Boeri, a lasciare il lavoro anticipatamente saranno “poco meno di 400mila lavoratori”. Un numero limitato dalla norma che prevede il divieto di cumulo reddito-pensioni e che costituisce “un deterrente” per alcuni, al pensionamento. Dato che i costi che lo stato dovrebbe sostenere per controllare il rispetto del divieto dovranno essere così alti e la platea di ‘evasori’ così incerta che, ci si chiede se davvero ne valga la pena . Lo stop al cumulo, dice Boeri:

“è tutt’altro che ovvio e costituisce un’operazione gestionale complessa sopratutto per la parte relativa alle ispezioni necessarie alla verifica del rispetto del divieto che significa impiegare risorse importanti per controllare se le persone in pensione lavorano o meno. Mi chiedo se vale la pena spendere tutte queste risorse per controllare se in pochi dovessero lavorare dopo la pensione”.


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Condono contributivo e l’Inps

Boeri affronta anche il tema del condono contributivo ritenendo che questa misura “avrebbe un effetto devastante sui conti dell’Inps”. Continua poi con:

“Non abbiamo elementi sufficienti per capire l’impatto di un intervento in questo senso ma sicuramente il condono contributivo al contrario di quello fiscale indurrebbe anche un comportamento opportunistico da parte degli evasori sul fatto che prima o poi potrebbe arrivare un altro condono”.

Boeri continua, ribadendo come gli effetti si siano già fatti sentire al “solo parlare di condono contributivo: la nostra riscossione è già inferiore a quella attesa”, conclude