Riforma pensioni 2020: quali novità potrebbe portare la legge di Bilancio?

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25/07/2019

Cosa potrebbe cambiare nell’ambito previdenziale con la Legge di Bilancio? Vediamo la riforma pensioni 2020.

Riforma pensioni 2020: quali novità potrebbe portare la legge di Bilancio?

Nella prossima legge di Bilancio, quasi sicuramente saranno inserite misure previdenziali che potrebbero portare ad una riforma delle pensioni 2020. La discussione delle misure contenute nella prossima manovra inizieranno subito dopo l’estate anche se già sono trapelate voci di quello che la finanziaria potrebbe contenere  a livello previdenziale.

In anticipo rispetto ai tempi delle affermazioni di Matteo Salvini e del sottosegretario al lavoro, Durigon, fanno comprendere che alcuni degli interventi previdenziali potrebbero riguardare le donne e le pensioni di invalidità

Riforma pensioni 2020: cosa cambierebbe per le donne?

Una particolare attenzione, a quanto sembra, le misure previdenziali che la Legge di Bilancio dovrebbe contenere potrebbe riguardare le donne poichè Claudio Durigon ha fatto capire che potrebbe essere introdotto il famoso bonus contributivo per le lavoratrici madri che potrebbe pesare o 6 o 12 mesi per ogni figlio.

Durigon, inoltre, ha parlato della possibile nuova proroga dell’opzione donna per tutto il 2020 che andrebbe a coinvolgere le lavoratrici dipendenti nate nel 1961 e le autonome nate nel 1960. In questo modo saranno ricoinvolte tute le donne che hanno compiuto gli anni necessari all’accesso e i 35 anni di contributi nel corso del 2019.

Legge di Bilancio e pensioni di invalidità

L’esecutivo avrebbe intenzione di intervenire anche sulle pensione di invalidità poichè Salvini ha promesso, in tal senso, un intervento che ne aumenti l’importo. La possibilità di aumentare tutte le pensioni di invalidità, ovviamente, risulta essere impossibile per le casse dello Stato ma Salvini vorrebbe intervenire almeno sugli assegni di invalidità con importi inferiori ai 280 euro mensili, importo che per Salvini è vergognoso poichè non permette una vita dignitosa all’invalido che lo percepisce.