Riforma pensioni a 2 velocità: subito la quota 100, dopo i 41 anni di contributi con penalizzazioni

La riforma pensioni annunciata in campagna elettorale dal governo sarà attuata in due tempi, subito la quota 100 e più in là il pensionamento con 41 anni di contributi. Cerchiamo di capire tempistiche e differenze.

41 anni di contributi: perchè slitta?

Con quella che è stata rinominata quota 41, da non confondere però con la quota 41 dei lavoratori precoci, si intende la posibilità di accedere alla pensione anticipata per tutti i lavoratori con 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica. Questo tipo di pensionamento potrebbe subire uno slittamento poichè non sono state fornite delle date per la sua attuazione.

PensioneQuota 100

La quota 100, come più volte detto, invece, permetterà ai lavoratori che sommando l’età anagrafica ai contributi otterranno la quota 100 con almeno 64 anni di età e con almento 36 anni di contributi. Questo provvedimento, a quanto sembra, dovrebbe essere messo in campo dal governo già dal prossimo gennaio, Bruxelles permettendo, poichè sarà inserito nella Legge di Bilancio.

Quota 41 con penalizzazioni?

Quello che si ipotizza per la quota 41, però potrebbe non piacere ai lavoratori poichè si applicherebbero delle penalizzazioni con l’applicazione di modifiche della valorizzazione dei versamenti effettuati dopo il 1996 e fino al 2012 per chi ha più di 18 anni di contratto prima della riforma Dini. Questo significa, quindi, penalizzazioni che potrebbero toccare anche il 10% per alcuni lavoratori.

Riforma pensioni a 2 velocità: subito la quota 100, dopo i 41 anni di contributi con penalizzazioni ultima modifica: 2018-06-27T17:25:12+00:00 da Redazione NotizieOra

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