Riforma pensioni, ecco perchè è necessaria prima della fine del 2021

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19/01/2020

Ecco perchè la riforma pensioni è necessaria prima della fine del 2021, da quando, in sostanza, andrà in scadenza la quota 100.

Riforma pensioni, ecco perchè è necessaria prima della fine del 2021

Come ormai tutti ben  sappiamo la quota 100 rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2021 permettendo, quindi, l’accesso alla pensione con 62 anni di età ed almeno 38 anni di contribuzione versata. Di fatto anche altre misure come l’Ape sociale, che permette il pensionamento con almeno 63 anni di età ed almeno 30 o 36 anni di contributi ad alcune categorie di lavoratori, è stata prorogata fino alla fine del 2020. Stesso discorso per opzione donna che nella legge di Bilancio 2020 ha avuto una proroga per le lavoratrici che hanno raggiunto i requisiti di accesso entro il 31 dicembre 2019.

Riforma pensioni necessaria

Di fatto, quindi, tra la fine del 2020 e la fine del 2021 queste 3 misure, che hanno permesso il pensionamento in deroga alla legge fornero verranno meno e gli unici modi che resteranno in vigore per accedere al pensionamento anticipato saranno la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, e la quota 41, riservata, però, soltanto ai lavoratori precoci che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni di età e che hanno accumulato 41 anni di contributi appartenendo, al tempo stesso, ad una delle 5 categorie tutelate.

Resteranno in vigore, inoltre, anche la pensione a quota per i lavoratori usuranti, una misura che riguarda, però una minoranza dei lavoratori, e la pensione anticipata contributiva che permette il pensionamento con 64 anni di età ed almeno 20 anni di contributi ma soltanto a chi ha iniziato a lavorare dopo il 1 gennaio 1996; si tratta, quindi, di una misura destinata soltanto alla generazione degli oggi quarantenni, non potendo essere fruita a chi ha iniziato a lavorare prima del 1996.


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Alla luce di quanto sopra descritto, quindi, è necessaria una riforma previdenziale che permetta un pensionamento flessibili alla scadenza della quota 100 altrimenti, per i lavoratori che non riusciranno ad accedere alla misura entro la sua scadenza si crerà un gap di ben 5 anni per l’acesso alla pensione gap che diventa quasi insormontabile in presenza di lavoratori disoccupati o invalidi che hanno bisogno di accedere alla quiescenza fin da subito.

Le proposte in campo sono molteplici ma, ovviamente, finchè non verranno approvate non si possono fare ipotesi su quello che potrebbe essere il panorama del pensionamento dopo la quota 100.