Riforma pensioni: nuova ipotesi di pensione anticipata col taglio del 6%

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10/02/2020

Pensione anticipata con il taglio del 6% sull’assegno pensionistico. Questa una delle possibili teorie del governo per abbattere il vuoto di Quota 100.

Riforma pensioni: nuova ipotesi di pensione anticipata col taglio del 6%

La Riforma delle pensioni potrebbe nascere con una nuova formula di pensione anticipata con il taglio del 6% dell’assegno pensionistico. Questa è una delle possibili teorie dei Relatori per i lavoratori che optano per un’uscita anticipata dal lavoro. Al momento, i lavoratori per un’uscita anticipata possono attingere a Quota 100 con 62 anni di età e 38 di contributi. Tuttavia, il piano pensionistico anticipato Quota 100 resterà in vigore fino al 31 dicembre 2021, dopo è presente un vuoto normativo, su cui stanno lavorando i tecnici del governo.

I lavoratori che accedono all’uscita anticipata attraverso Quota 100, subiscono una penalizzazione del 30% dell’assegno pensionistico, essendo la pensione anticipata calcolata sul sistema contributivo. Ecco perché, i Relatori stanno studiano una nuova proposta anticipata che si contrapponga nel sistema pensionistico, senza creare svantaggi per i lavoratori.

Riforma pensioni: uscita anticipata con un taglio del 6%

Tutto sommato la nuova teoria potrebbe risultare abbastanza vantaggiosa per i lavoratori con un’uscita anticipata con un taglio di circa il 6% sull’assegno pensionistico.

Attualmente i lavoratori uscendo con Quota 100, attraverso il calcolo contributivo ricevono una penalizzazione in termini di riduzione dell’assegno pensionistico di circa un terzo calcolato sull’importo lordo e un quinto sul totale del netto. La nuova teoria di Riforma pensionistica porterebbe a una diminuzione dell’assegno pensionistico con una riduzione sull’importo finale calcolata per ogni anno anticipato dalla pensione.


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Si parla di una riduzione del 2% calcolata su ogni anno fino a un massimo del 6%.

Tuttavia, mancano i parametri relativi alle risorse da destinare alla misura, così come pensata. Resta anche da valutare cosa accadrà alla misura Quota 100 dopo il 2020, ossia, quando si concluderà la fase sperimentale.

Riforma Pensioni: le nuove previsioni dall’ultimo incontro 

Nell’ultimo convengo del 7 febbraio tra il Ministero del Lavoro e i sindacati sono nate nuove previsioni, che vertono su orizzonti diversi. I sindacati non hanno supportato il taglio dell’assegno, ma bensì, hanno proposto un aumento dell’assegno pensionistico. Nello specifico, si è anche parlato della piena indicizzazione e dell’incremento della 14°esima, nonché di ampliare la platea degli aventi diritto, sia in tema di 14°esima che di tipologie di detrazioni. Altro punto di riflessione è stata la pensione di garanzia giovani con un assegno da 780 euro.

Per ulteriori sviluppi in merito alle proposte di cui sopra, bisognerà attendere ancora.