Riforma pensioni, stop all’aspettativa di vita dopo i 60 anni, la ricetta di Tridico

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22/01/2020

Sbagliato dover lavorare di più perchè si vive più a lungo: Tridico propone, da una certa età, il blocco dell’adeguamento alla speranza di vita Istat per non far salire l’età pensionabile.

Riforma pensioni, stop all’aspettativa di vita dopo i 60 anni, la ricetta di Tridico

Secondo il Presidente dell’INPS Pasquale Tridico, la previdenza italiana sotto alcuni aspetti è ingiusta. Vediamo le linee guida che il presidente dell’Istituto di previdenza ha elencato nel corso di una recente intervista con particolare riferimento all’aumento dell’età pensionabile per effetto dell’adeguamento alla speranza di vita Istat.

La riforma pensione di Pasquale Tridico

Nell’intervista rilasciata da Tridico emerge la sua volontà di rendere il sistema previdenziale più flessibile ma anche applicare un blocco all’aumento della speranza di vita sopra una certa età.

Secondo il presidente INPS qualsiasi strategia va messa in atto nel corso del prossimo biennio, per andare ad arginare  la scadenza della quota 100 dopo il 31 dicembre 2021. L’obiettivo è quello di individuare nuove possibilità di uscita dal mondo del lavoro in una parentesi temporale in cui ancora è possibile utilizzare la quota 100.

Una parentesi di 2 anni per poter studiare soluzioni e novità che dovrebbero portare ad abbandonare anche l’idea che tutti debbano accedere alla pensione con la stessa età.

Tridico punta ad un sistema di coefficienti studiati per ogni categoria che possano permettere di individuare le uscite flessibili in base alla mansione svolta. L’esempio riportato è quello del minatore che svolge un lavoro gravoso e che quindi potrà accedere alla pensione prima dell’impiegato. Si vorrebbe, quindi, puntare a stabilire soglie di uscita in base alla gravosità del lavoro svolto.

Stop all’adeguamento dell’età pensionabile

Secondo il presidente dell’INPS il meccanismo che porta all’innalzamento dei requisiti di pensionamento per adeguamento alla speranza di vita Istat sono sbagliati perchè è come dire “si vive più a lungo e quindi si deve lavorare di più”. Questo toglie certezze soprattutto a chi si sta avvicinando all’età per la pensione. Secondo Tridico, quindi, dovrebbe bloccarsi dopo una certa età. La neutralizzazione degli effetti dell’adeguamento all’aspettativa di vita Istat, secondo il presidente Inps, dovrebbero smettere di essere applicati dopo il compimento dei 60 anni di età. In questo modo per ogni anno di nascita si potrà sapere, ad un certo punto della vita lavorativa, l’anno di pensionamento certo. Questo in un certo senso farebbe si che per chi è vicino al pensionamento non intervengano cambiamenti che impongano di continuare a lavorare perchè l’Istat ha rilevato che la vita media si è allungata.


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