Rimborso abbonamento trasporto perchè non usato: ecco l’ipotesi

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10/05/2020

Una delle ipotesi contenuta nella bozza del Decreto rilancio è il rimborso abbonamento trasporti per restituire ai pendolari quanto speso e non utilizzato.

Rimborso abbonamento trasporto perchè non usato: ecco l’ipotesi

Prima dell’emergenza sanitaria che da inizio marzo ha bloccato l’Italia per 2 mesi, i pendolari italiani erano 33 milioni che si spostavano per scuola e per lavoro. Di questi almeno 3 milioni ogni giorno utilizzavano mezzi di trasporto pubblico. Ed ecco che spunta l’ipotesi del rimborso abbonamento. Vediamo di che si tratta.

Rimborso abbonamento

Nella bozza del Decreto Rilancio di 770 pagine che sta circolando c’è anche una proposta di rimborso abbonamento per chi, prima dell’emergenza utilizzava i mezzi di trasporto pubblici. 3 milioni di pendolari che quotidianamente utilizzavano tram, metro e bus. Molti dei pendolari viaggiavano con abbonamento acquistato in modo mensile o annuale ma con le restrizioni non hanno più potuto utilizzare quanto pagato.

Si tratta ancora di una ipotesi ma, a pensarci bene è una proposta del tutto sensata. Chi ha pagato un abbonamento annuale a marzo ed aprile non ha potuto fruirne.

Anche se è ancora tutto abbastanza provvisorio e fumoso, però, la misura potrebbe riguarda diversi milioni di italiani.

Come potrebbe funzionare il rimborso?

Il documento di 770 pagine al momento raccoglie le proposte dei Ministeri ed una di queste ipotizza un rimborso per i servizi di trasporto su ferro, su gomma e via acqua. Ai pendolari sarà restituita la parte di abbonamento pagata e non fruita a patto che l’abbonamento sia stato acquistato prima del 10 marzo 2020 e fosse in corso di validità nei mesi di lockdown.

Per sapere requisiti e modalità del rimborso, in ogni caso, dovremo attendere che lo stesso sia inserito nel decreto Rilancio definitivo e illustrato con instruzioni per l’uso. In ogni caso, si ipotizza, non dovrebbe essere legato al reddito del contribuente visto che si tratta di una spesa effettuata e non goduta a causa della quarantena imposta e della limitazione negli spostamenti per tutto il mese di marzo e di aprile.


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Da sottolineare che in alcuni casi (come per gli studenti ad esempio) con la chiusura delle scuole che continua, l’abbonamento non sarà fruito neanche per i mesi di maggio e di giugno. Chissà se il rimborso (sempre se approvato) coprirà anche questi 2 mesi.