Rinnovo domanda assegni familiari (ANF) telematicamente, la comunicazione Inps

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12/06/2020

L’Inps ricorda ai contribuenti il rinnovo domanda assegni familiari (ANF) da ricevere in busta paga, ecco cosa fare.

Rinnovo domanda assegni familiari (ANF) telematicamente, la comunicazione Inps

L’Inps sta inviando a tutti i contribuenti che hanno presentano la domanda degli assegni familiari entro il primo luglio 2019 di procedere al rinnovo per poter ottenere gli assegni in busta paga. Inoltre, specifica che chi non ha assegni familiari non deve fare nulla. Dal 1° aprile del 2019 la domanda degli assegni familiari non può essere presentata  cartacea al datore di lavoro,  ma deve essere inviata telematicamente all’Inps il quale dopo avere verificato i dati, calcolerà l’importo e comunicherà al datore gli assegni da corrispondere al lavoratore.

Rinnovo domanda assegni familiari (ANF)

Per richiedere gli assegni familiari 2020 i lavoratori dipendenti possono eseguire le seguenti modalità:

  • tramite il portale Inps www.inps.it servizio online, con il Pin Inps dispositivo o l’identità SPID o CNS;
  • il lavoratore si può rivolgere al patronato o ad un professionista abilitato.

La domanda dovrà essere presentata online attraverso il servizio dedicato. In alternativa, la domanda può essere presentata attraverso il Contact center al numero gratuito 803164 da rete fissa oppure da rete mobile 06 164 164.

L’Inps quando riceve le domande, controlla i dati e procede con il calcolo degli importi in base ai redditi del richiedente dell’anno precedente e i componenti del nucleo familiare.

Gli assegni familiari (ANF) sono erogati direttamente dal datore di lavoro per conto dell’Inps, vengono corrisposti in busta paga ogni mese unitamente alle retribuzioni.


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Nel caso il lavoratore sia addetto a lavoratori domestici è l’ente previdenziale a provvedere all’accredito diretto sul conto corrente, mensilmente al lavoratore richiedente.

Le somme corrisposte variano di anno in anno in base alle tabelle annuali aggiornate in base alla rivalutazione Istat. 

Il datore di lavoro recupera le somme versata al lavoratore, calcolate dall’Inps, attraverso il conguaglio delle somme contributi da versare. I versamenti sono eseguite tramite il modello F24 il 16 del mese successivo, unitamente all’Irpef da pagare per i dipendenti a carico. 

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