Riscatto contributi e laurea: quando conviene ai fini pensionistici?

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07/12/2019

Non sempre riscattare i contributi onerosamente risulta essere conveniente: vediamo quando conviene.

Riscatto contributi e laurea: quando conviene ai fini pensionistici?

Il riscatto dei contributi, con l’eccezione del riscatto del servizio militare obbligatorio, è oneroso.

Quando conviene realmente riscattare i contributi e sostenere, quindi, il pagamento dell’onere che può essere anche molto alto?

Per capire se il riscatto dei contributi conviene bisogna fare diverse considerazioni tra cui l’obiettivo che si intende raggiungere: si intende riscattare per aumentare il proprio assegno pensionistico o per raggiungere prima il requisito contributivo per accedere alla pensione?

Se l’obiettivo è quello di anticipare il pensionamento è bene sapere che il riscatto dei contributi è valido al diritto di tutte le prestazioni previdenziali, è utile per l’accertamento del diritto all’autorizzazione dei contributi volontari e valido alla misura (aumento dell’assegno pensionistico) di tutte le prestazioni previdenziali.

Quello che è da tenere a mente quando si riscattano contributi è che la contribuzione da riscatto ha lo stesso identico valore della contribuzione da lavoro. Contributi volontari, temporalmente si collocano nel periodo in cui sarebbe dovuti essere versati e non in quello in cui, realmente, si paga l’onere.

Contributi volontari, quando sono utili?

In ogni caso la valutazione della convenienza o meno varia di caso in caso e va lasciata al singolo soggetto, in questa seda ci limiteremo a dire quelli che sono i vantaggi del riscatto nei differenti scenari.

Se gli anni riscattati consentono di arrivare a superare i 18 anni di contributi versati prima del 31 dicembre 1995 il vantaggio è duplice: oltre ad aumentare la contribuzione e il valore dell’assegno si fa in modo che la propria pensione venga calcolata fino al 2011 con il sistema retributivo portando, di conseguenza, ad un incremento corposo dell’assegno pensionistico. In questo caso, quindi, anche se l’onere è pesante potrebbe convenire il riscatto dei contributi (riferendoci ad anni da riscattare precedenti al 1996).

Se con il riscatto dei contributi si arriva a raggiungere il requisito contributivo utile ad una qualsiasi pensione prima dei 67 anni probabilmente l’anticipo pensionistico andrà a ripagare (con gli anni di pensione che si percepisce in più) il costo del riscatto.

L’operazione, poi, è utile anche qualora non si è in possesso dei 20 anni di contributi necessari per accedere alla pensione di vecchiaia: con il riscatto, quindi, ci si garantisce l’accesso alla pensione di cui, altrimenti, non si avrebbe diritto.

Se, invece, si vuole utilizzare il riscatto dei contributi soltanto per incrementare l’assegno pensionistico allora la convenienza non c’è: meglio sarebbe valutare se la stessa somma depositata in un fondo pensione complementare frutterebbe di più.