Riscatto laurea con opzione contributiva: quanto penalizza la pensione?

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06/02/2020

La penalizzazione del sistema contributivo rende meno conveniente il riscatto laurea agevolato per gli anni ante 1996?

Riscatto laurea con opzione contributiva: quanto penalizza la pensione?

Con la circolare numero 6 del 22 gennaio 2020 l’NPS rende noto che il riscatto laurea agevolato è esercitabile anche per gli anni di studio precedenti al 1996 a patto che, per la liquidazione della pensione, si eserciti l’opzione contributiva. A fronte di un riscatto laurea dall’onere di 5200 euro circa per ogni anno riscattato, quindi, si deve chiedere il calcolo della pensione interamente con il sistema contributivo. Molti ci stanno contattando per chiederci quanto sia conveniente la cosa e soprattutto quanto il calcolo contributivo vada a penalizzare l’assegno pensionistico.

Riscatto laurea agevolato e sistema contributivo

Un nostro lettore ci chiede:

Gentilissimi, mi trovo nella seguente situazione: assunto il 17/10/1994 e tutt’ora al lavoro in azienda privata.
Se decidessi di riscattare i 4 anni di laurea dovrei optare per il passaggio al contributivo dall’assunzione al 1996.
Stante il costo di 5200/anno ed il beneficio fiscale correlato, sarebbe conveniente il riscatto? Considerato il contenuto periodo in regime retributivo, non riesco ad avere un’idea precisa della rinunzia a fronte del beneficio del riscatto.
Potete darmi un suggerimento sulla convenienza o meno?

Optare per il calcolo contributivo diventa penalizzante per chi ante 1996 ha diversi anni di contributi versati. Per chi, come lei, ha soltanto 1 anno e 2 mesi la penalizzazione è davvero esigua e viene ampiamente ripagata dall’aumento del montante contributivo di 4/5 anni derivante dal riscatto della laurea.


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Mi permetto, però, di aprire una parentesi, non conoscendo la sua età e non potendo quindi, calcolare il reale beneficio del riscatto laurea ai fini dell’anticipo pensionistico. Il riscatto laurea conviene quando c’è un reale beneficio derivante dall’onere in termini di anni di anticipo. Se il riscatto laurea, infatti, non permette un anticipo pensionistico (ad oggi il calcolo può essere fatto solo in relazione della pensione anticipata per la quale sono necessari 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e un anno in meno per le donne) la convenienze a livello economico non giustifica il pagamento dei 20mila euro per un riscatto quadriennale. se con il riscatto laurea, quindi, riuscirebbe ad accedere alla pensione di vecchiaia tra i 62 e 64 anni raggiungendo i 42 anni e 10 mesi di contributi il pagamento dell’onere verrebbe ammortizzato dai 3/5 anni di pensione in più erogati rispetto ai 67 anni. 

Ma se, nonostante il riscatto si rende conto che dovrebbe accedere alla pensione a 67 anni, ovviamente, la convenienza non esisterebbe poichè a livello economico l’onere è difficilmente ammortizzabile visto l’esiguo aumento dell’assegno pensionistico che comporta.

Ripeto, non sapendo la sua età, il calcolo della convenienza o meno del riscatto dovrebbe vederlo lei fermo restando che l’opzione contributiva inficerebbe in maniera davvero superficiale sul calcolo della pensione.