Riscatto laurea: costi e valutazione dei contributi | La Guida

Sul riscatto laurea, la nuova normativa attraverso la Legge n. 247/2007, con l’articolo 1, comma 77,  ha spianto la strada introducendo i commi 4bis, 5bis e 5ter all’art. 2 del Decreto Legislativo n. 184/1997, intervenendo con una sferzata decisiva sulla materia, donando al riscatto laurea un duplice aspetto: decisivo e allettante.

Cosa significa riscatto della laurea?

Quando parliamo del riscatto facciamo riferimento a un istituto che consente di valorizzare gli anni di studio per il conseguimento della laurea, quantificandoli ai fini di un valore pensionistico. Oltre alle disposizioni degli articoli di legge sopra indicati, analizzeremo la cosiddetta prassi legata alle Circolari n. 162/1997, n.82/2004 e n.29/2008 emanate dall’Inps.

Nel complesso si tratta di disposizioni introdotte per le istanze presentate a far data dal 1° gennaio 2008.

Nello specifico, il comma 4bis dalla legge innanzi indicata, ha precisato che gli oneri di riscatto si possono quantificare pagandoli a regime previdenziale attraverso un’unica soluzione, vale a dire in 120 rate con cadenza mensile senza l’aggiunga d’interessi dovuti per la rateizzazione.

È possibile richiedere l’estinzione del debito in rate inferiori? Si, l’interessato può richiedere che l’importo venga raggruppato in un numero di rate inferiori, quindi si può estinguere il debito in modo più celere.

Cosa si può riscattare e quale periodo resta escluso?

Il fine del riscatto laurea ruota sul conseguimento della laurea, ciò vuol dire, che rientrano tra i periodi che si possono riscattare i seguenti diplomi universitari, quali:

  • corsi per diplomi universitari con durata inferiore a 2 e maggiore di 3 anni;
  • corsi relativi a diplomi di laurea con una durata minima di 4 anni e superiore a 6 anni;
  • specializzazioni in seguito alla laurea, con un corso in inferiore a 2 anni;
  • dottorati di ricerca i cui corsi sono disciplinati da apposite norme di legge;
  • titoli accademici istituiti dal decreto 3 novembre 1999, n. 509.

Rientrano i diplomi AFAM, solo per i periodi dal 2005/2006, con il conseguimento dei titoli di seguito descritti, quali:

  • diploma accademico di 1° livello;
  • diploma accademico di 2° livello;
  • diploma di specializzazione;
  • diploma accademico di formazione alla ricerca, uguagliato al dottorato di ricerca universitario dall’art.3, comma 6, decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212.

Restano invece esclusi dal riscatto i seguenti anni di riferimento, quali:

  • tutti gli anni classificati come fuori corso;
  • i periodi dove è presente una copertura pensionistica.

Le lauree conseguite all’estero si possono riscattare? Si, è possibile presentare una domanda di riscatto  anche per le lauree all’estero, purché in presenza di specifiche condizioni.

Riscatto laurea: cosa accade se si è sprovvisti di contribuzione o inoccupato?

Ai sensi dell’articolo 2, comma 5, del Decreto Legislativo n. 184/1997, il richiedente può esercitare il diritto di riscatto anche se non risulti iscritto a una tipologia di forma obbligatoria di previdenza, quindi, anche in presenza di alcun inizio di l’attività lavorativa.

Resta da rammentare, che il riscatto è un contributo fiscalmente deducibile sia direttamente dall’interessato nell’ipotesi di reddito personale. Viceversa, può essere portato in detrazione dai soggetti in cui il richiedente risulti fiscalmente a carico.

Dove finisce il riscatto laurea una volta pagato?

Si tratta di un contributo che viene pagato all’INPS e confluisce in una gestione contabile separata rispetto al Fondo pensioni lavoratori dipendenti. Ciò significa, che viene considerato e rivalutato in virtù del sistema contributivo, ovviamente a far data dalla domanda.

Il richiedente, può presentare un’istanza per il trasferimento del montante maturato nella gestione previdenziale dove è regolarmente iscritto.

Quanto costa il riscatto laurea?

Sostanzialmente, l’importo da versare rappresenta un contributo, calcolato su ogni anno da riscattare, equivalente al minimo imponibile annuo stabilito dall’articolo 1, comma 3 della Legge 2 agosto 1990 n. 233, il totale viene poi moltiplicato per l’aliquota calcolata sul minimale delle prestazioni pensionistiche relative alle forme obbligatorie e quelle dei lavoratori dipendenti, relative all’anno di presentazione dell’istanza.

Ad esempio, per un’istanza esibita nel 2018, si controlla il minimale artigiani e commercianti dell’anno in corso che equivale a 15.710,00 euro, di cui l’aliquota per il calcolo dei dipendenti è pari al 33%. Complessivamente l’onere da versare per il riscatto laurea, è di circa 5.184,30 euro annui. Un importo ricavato da una semplice operazione quale, 15.710,00×33% con un totale di 5.184,30.

 

A quanto ammontano gli onere di riscatto per i lavoratori?

Per i richiedenti che hanno contributi versati prima del 31 dicembre 1995 l’ammontare delle somme da versare viene calcolato ai sensi dell’ex art. 13 della Legge n. 1338/1962. Viceversa, a far data 1° gennaio 1996 si fa riferimento alla retribuzione dei 12 mesi passati rispetto alla presentazione della data dell’istanza con applicazione della aliquota contributiva vigente.

Qual è la valutazione del periodo di riscatto laurea ai fini pensionistici?

Il richiedente che presenta un’istanza senza alcuna iscrizione a forma di gestione obbligatoria, pagherà un onere di riscatto relativo ai periodi precedenti al  1° gennaio 1996, in base al calcolo del sistema contributivo.

Di conseguenza, la valutazione pensionistici si baserà su sistema contributivo. Il nodo vige sui periodi riscattati fino al 31/12/2011 che restano bloccati, in quanto la normativa non consente il passaggio dal sistema contributivo a quello misto. Successivamente dal 1.1.2012 con la riforma Monti – Fornero è possibile il contributivo pro-rata estendibile a tutti.

Dove e come presentare la domanda per il riscatto laurea?

L’istanza va inoltrata online direttamente sul sito dedicato all’Inps.

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Riscatto laurea: costi e valutazione dei contributi | La Guida ultima modifica: 2018-10-09T07:31:05+00:00 da Antonella Tortora

Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein