Riscatto part time e aspettativa: di quanto aumenta la pensione?

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07/08/2020

Non sempre pagare l’onere del riscatto dei contributi conviene: la convenienza va sempre valutata in base all’effettivo anticipo che il riscatto permette.

Riscatto part time e aspettativa: di quanto aumenta la pensione?

Il riscatto dei contributi, essendo oneroso, va sempre valutato molto bene prima di essere affrontato. Diventa conveniente quando permette un reale anticipo sulla pensione ma non quando viene effettuato meramente per aumentare l’importo dell’assegno previdenziale poichè con le stesse somme si può provvedere ad aprire una previdenza complementare che offre una trasformazione molto più conveniente.

Riscatto part time ed aspettativa

Un lettore scrive per chiedere:

Gentile 

maturo i 42 anni e 10 mesi il 31 Agosto 2020.
Ci sono dei periodi di aspettativa (1 anno) e dei periodi part time (tre anni) compresi. Per il riscatto L’Inps chiede delle cifre elevate. Mi conviene riscattare questi periodi? 
Di quanto aumenta/ diminuisce la mia pensione?
Cordiali saluti 

Come scritto in apertura il riscatto di qualsiasi periodo di vuoto contributivo va sempre valutato molto bene poichè l’onere richiesto per il riconoscimento di quei contributi è molto elevato e deve corrispondere, al pagamento, una reale convenienza.

Nel suo caso il discorso è abbastanza semplice: se l’aspettativa le da diritto in ogni caso ai contributi figurativi per il diritto alla pensione ed il part time non pregiudica la possibilità di accedere alla pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi.

Se, invece, è necessario il riscatto di tali periodi proprio per raggiungere i 42 anni e 10 mesi necessari al pensionamento il pagamento risulta essere conveniente poichè le permette un anticipo reale di 4 anni sulla pensione anticipata.

In ogni caso, riscattando i contributi in base al suo reddito e alla sua contribuzione i 4 anni di cui paga l’onere le sarebbero valutati esattamente come 4 anni di lavoro a tempo pieno.

In conclusione

Le situazioni, ovviamente, vanno valutare sempre caso per caso.  Si rivolga ad un patronato per capire se il riscatto le serve per anticipare la pensione e raggiungere, quindi, ad agosto 2020, i 42 anni e 10 mesi necessari al pensionamento anticipato: se così fosse valuti se l’onere le vale l’anticipo, visto che le sono state chieste somme molto elevate.

Ma se l’onere è solo per aumentare l’assegno pensionistico le consiglio di non affrontarlo in quanto la convenienze risiede sempre e comunque nell’anticipo che permette e se lei raggiunge i 42 anni e 10 mesi senza affrontare l’onere a mio avviso non le occorre.