Sacchetti biodegradabili per cibi sfusi a pagamento dal 1 gennaio 2018

Sacchetti biodegradabili, a partire dal 1 gennaio 2018, si pagano per alimenti sfusi per i reparti ortofrutta, panetteria, pescheria, gastronomia, macelleria anche quelli ultra leggeri con spessore inferiore a 15 micron. Questi nuovi sacchetti sono interamente biodegradabili, composti con materiale materb prodotto dall’amido di mais. Questi sacchetti vengono prodotti dallo stabilimento Novamont di Terni. Il gruppo Novamont è leader nello sviluppo e nella produzione di bioplastiche e biochemicals attraverso l’integrazione di chimica, ambiente e agricoltura, esso aumenterà la produzione per soddisfare la domanda. Il valore aggiunto di questo materiale è quello che è interamente compostabile, cioè diventa compost ed è completamente biodegradabile secondo lo standard internazionale UNI EN 13432, in sei mesi il 90% del prodotto compare l’impatto ambientale è ridotto al minimo. La legge di conversione 123/2017 (decreto legge Mezzogiorno) prevede che bisogna utilizzare anche il bioshopper per portare a casa la spese. Tutti i negozianti che non rispetteranno le regole possono essere sanzionati. La legge dei bioshopper permette ai consumatori di riciclare i sacchetti per la raccolta dell’umido.

Legambiente è giusto che i sacchetti biodegradabili siano a pagamento

Legambiente, tramite Stefano Ciafani, direttore generale, ha dichiarato “L’innovazione ha un prezzo ed è giusto che i bioshopper siano a pagamento, purchè sia garantito un costo equo che si dovrebbe aggirare intorno ai 2/3 centesimi a busta. Così come è giusto prevedere multe salate per i commercianti che non rispettano la vigente normativa. In questi anni gli italiani hanno apprezzato molto il bando dei sacchetti non biodegradabili, siamo sicuri che accoglieranno bene questa importante novità riguardante gli shopper leggeri e ultraleggeri finalmente compostabili. Occorre affrontare con efficacia il problema dell’usa e getta e allo stesso tempo contrastare il problema dei sacchetti illegali, ancora troppo diffusi, e promuovere le filiere delle produzione industriali innovative e rispettose dell’ambiente. Allo stesso tempo auspichiamo che l’Italia continui a seguire, con impegni e azioni concrete, la strada tracciata in questi anni e la strategia messa a punto, basata sulla corretta gestione dei rifiuti da parte dei comuni, l’economia circolare promossa dalle imprese e il contrasto al marine litter, grazie anche alle ultime novità arrivate dalla legge bilancio, e infine una maggiore tutela e salvaguardia dell’ambiente marino e della biodiversità”.

 

La legge di conversione 123/2017 (decreto legge Mezzogiorno) è condivisibile ma ci sono dubbi

Il nuovo provvedimento è importante e anche condivisibile ma restano dubbi sulla scelta di vietare la cessione gratuita. Dietro a questa decisione c’è la volontà di scoraggiare l’abuso di sacchetti monouso, una misura che ha funzionato benissimo per le shopper biodegradabili, tanto che la maggior parte degli italiani usa buste riutilizzabili per la spesa. Nel caso di sacchetti per frutta e verdura in vendita al supermercato però i consumatori non hanno alternative e dovranno pagarlo. Il rischio è che il tanto atteso sbarco dei sacchetti biodegradabili nei banchi dell’ortofrutta finisca per essere percepito come l’ennesimo balzello per la popolazione.

Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.