Salario minimo europeo: cos’è e a quanto ammonta

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10/01/2020

Salario minimo europeo: in Italia dovrebbe essere di 950 euro mensili, ma attenzione alle criticità da affrontare.

Salario minimo europeo: cos’è e a quanto ammonta

L’argomento salario minimo, mai del tutto sedato, torna alla ribalta dopo che è stata presentata una proposta alla Commissione Europea che vorrebbe l’introduzione di un salario minimo in percentuale, che sia uguale per tutti i Paesi dell’UE. La percentuale dovrebbe essere del 60% delle retribuzioni mensili medie del Paese e in Italia, di conseguenza, l’importo dovrebbe essere pari a 950 euro lordi. Ma cerchiamo di capire cos’è il salario minimo e come potrebbe essere applicato.

Salario minimo, cos’è?

Il salario minimo garantito è la paga minima che ogni datore di lavoro dovrebbe garantire ai suoi dipendenti. In questo modo tutti i lavoratori avrebbero, quindi, un trattamento retribuivo minimo. In molti stati dell’UE il salario minimo è già presente mentre in altri, come Italia, Finlandia, Danimarca, Svezia, Austria e Cipro non è ancora stato attuato.

Proprio per questo motivo si sta lavorando per fare in modo che tutti i Paesi dell’UE rispettino una percentuale delle loro retribuzioni medie mensili per garantire un salario minimo ai propri cittadini a livello europeo.

Se si considera che gli stipendi medi mensili italiani ammontano a circa 1570 euro, il salario minimo nel nostro Paese dovrebbe essere di 950 euro. Questo consentirebbe a tutti i lavoratori dipendenti di non avere più paghe mensili minori di tale cifra.


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In Italia, in ogni caso, ad oggi gli unici lavoratori che hanno un salario minimo che sia inferiore ai 950 euro sono quelli agricoli  quelli domestici. Anche se poi in Italia abbondano i contratti atipici che portano le  retribuzione ad un salario più basso di quello medio

Salari minimi UE

Lo scoglio più grande da affrontare è la consultazione pubblica che vedrà l’opposizione dei Paesi nordici che si oppongono al salario minimo. Da considerare, inoltre, che in Paesi come Danimarca, Svizzera e Finlandia esiste una tradizione abbastanza lunga sui contratti collettivi di categoria che potrebbero essere incrinati dall’introduzione di un salario minimo. Ci sono, poi, da prendere in considerazione anche altre criticità. In molti Paesi EU, infatti il salario minimo è al di sotto del  50% mentre soltanto in Francia, Slovenia e Portogallo la soglia del 60% è superata. Se si considera, poi, che la valutazione del salario minimo dovrebbe essere vincolata anche al costo della vita si comprende come potrebbe essere difficile dare una valutazione della cifra soglia.