Saldo e stralcio: proteste dagli enti previdenziali privati. Ecco le novità

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25/01/2019

Saldo e stralcio a rischio incostituzionalità. Protesta degli istituti previdenziali privati. Ecco le novità

Saldo e stralcio: proteste dagli enti previdenziali privati. Ecco le novità

Il saldo e stralcio inserito in Legge di Bilancio sta sollevando molte proteste  degli enti previdenziali privati. Soprattutto da cassa Forensi solleva la questione di illegittimità costituzionale della norma, che danneggerebbe l’autonomia delle casse professionali mettendo a rischio la sostenibilità finanziaria.

Saldo e stralcio: rischio incostituzionalità

È stata approvata da parte del comitato dei delegati della Cassa Forense una mozione contraria alla norma, mettendo in evidenza: “numerosi profili di illegittimità costituzionale, […] effetti negativi sia sulla sostenibilità finanziaria dell’Ente, sia sui futuri trattamenti previdenziali degli iscritti potenzialmente interessati al provvedimento”.

La misura che viene fortemente contestata è quella prevista dal comma 185 della legge 145/2019. La quale consente di sanare cartelle esattoriali relative a debiti contributivi, che sono state affidate all’agente della riscossione dal 2000 al 2017, pagando solo una parte del dovuto.

I professionisti iscritti alle relative casse e alle gestioni INPS dei lavoratori autonomi, possono usufruire di questa misura, che inoltre prevede diverse aliquote a seconda della situazione economica del nucleo familiare:

  • 16% con ISEE fino a 8.500 euro;
  • 20% fino a 12.500 euro;
  • 35% fino a 20.000 euro.

Saldo e Stralcio: critiche dagli enti previdenziali privati

Le critiche sono rivolte soprattutto al metodo utilizzato, che sono in contrasto con i principi di autonomia riconosciuti dal Dls.. 509/94 alle Casse Professionali e che il provvedimento è controproducente per gli equilibri finanziari dell’Ente e degli interessi previdenziali degli stessi professionisti iscritti.

Quindi l’istituto previdenziale degli avvocati (casse Forense) invita lo Stato Italiano a un riesame della norma, cercando di tutelare gli interessi dell’Ente, ma anche di altre Casse professionali.

Non sono mancate le critiche di altri istituti previdenziali privati. Infatti, secondo Walter Anedda, presidente  della Cassa dei Dottori Commercialisti (Cnpadc), “ sarebbe stato meglio estendere la norma agli Enti previa delibera, così da lasciare spazio a valutazioni di impatto finanziario”.

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