Sanatoria lavori in nero colf, badanti e agricoltura: istruzioni

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16/07/2020

Il Decreto Rilancio prevede una sorta di sanatoria per far emergere il lavoro in nero di badanti, colf e lavoratori agricoli, in cosa consiste?

Sanatoria lavori in nero colf, badanti e agricoltura: istruzioni

Il Decreto Rilancio ha introdotto la cosiddetta sanatoria per i lavori in nero che permette ai datori di lavoro di regolarizzare eventuali rapporti di lavoro sommerso o di dichiararli. Il datore di lavoro, infatti, può o instaurare un rapporto di lavoro subordinato nuovo rispetto al precedente in nero, oppure, in alternativa, dichiarare quello sommerso instaurato per un rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo ai lavoratori stranieri presenti sul territorio italiano alla data dell’8 marzo 2020.

Le domande di emersione del lavoro in nero con relativo rilascio di permesso di lavoro temporaneo, possono essere presentate, anche grazie al Decreto di giugno che ha concesso un mese di tempo in più, entro il 15 agosto 2020.

Sanatoria lavoro sommerso

Attenzione, però, la cosiddetta sanatoria non riguarda tutti i settori di lavoro ma specificatamente il settore agricolo, quello dell’assistenza alla persona e il lavoro domestico. Interessati dalla sanatoria, quindi, sono soltanto colf, badanti e lavoratori del settore agricolo.

Anche l’INPS è intervenuta al riguardo con un messaggio, il 2327 del 4 giugno, a specificare i limiti reddituali del lavoratore e le istruzioni di compilazione del modello F24 per il versamento dei contributi previsti dal Decreto Rilancio per l’emersione del lavoro in nero. Per aderire alla sanatoria, infatti, il datore di lavoro è tenuto al versamento di 500 euro di contributi per il lavoratore che intende far emergere dal lavoro in nero.


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Sanatoria badanti

Per quel che riguarda la sanatoria per coloro che si occupano di assistenza alla persona, le famiglie, così come evidenzia l’INPS, possono essere anche equiparate a convivenze di comunità religiose, convivenze militari e comunità senza fini di lucro (tra cui rientrano anche le casa famiglia, comunità per il recupero dei tossicodipendenti, comunità di assistenza gratuita ai bambini, agli anziani e anche alle ragazze madre ecc…).

Per quel che riguarda, infine, gli stranieri irregolari in possesso di un permesso di soggiorno scaduto alla data del 31 ottobre 2019, che abbiano svolto attività lavorativa in uno dei settori interessati dalla sanatoria, è possibile chiedere un nuovo permesso di soggiorno temporaneo della durata di 6 mesi dal rilascio.

Per presentare la richiesta, però, è necessario essere in possesso di un documento (passaporto o documento equipollente), essere in Italia da prima dell’8 marzo 2020 e comprovare di aver svolto una delle attività oggetto di sanatoria.

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