Sciopero scuola 8 gennaio 2018: rientro dalle vacanze con protesta

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07/01/2018

Rientro dalle vacanze natalizie a scuola con sciopero l’8 gennaio 2018: i diplomati magistrali esclusi dalla GAE scendono in piazza per protestare.

Sciopero scuola 8 gennaio 2018: rientro dalle vacanze con protesta

Il rientro dalle vacanze natalizie, quest’anno sarà a rischio a causa dello sciopero indetto per l’8 gennaio 2018. Non per tutte le scuole ma solo per le scuole dell’infanzie e per le scuole primarie poichè ad incrociare le braccia saranno le maestre dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha negato ai diplomati magistrali di essere inseriti nelle Graduatorie ad Esaurimento. In questo modo, quindi, i diplomati magistrali ante 2001 non potranno, senza il concorso, aspirare ad avere il ruolo e coloro che in questi anni sono stati inseriti a pettine nelle Gae saranno esclusi.

Licenziamenti di massa

I sindacati hanno proclamato lo sciopero in difesa di tutti quegli insegnanti ammessi in Gae con riserva che ora rischiano di tornare in seconda e terza fascia (si parla di oltre 43mila docenti) e dei 5mila che, nel frattempo, sono stati assunti a tempo indeterminato nella scuola e che, ora, rischiano il licenziamento di massa.

Anche se dopo la sentenza del Consiglio di Stato la palla passa ai singoli Tar, l’orientamento dei giudici sembra ormai già segnato.

“Fino a questo momento – spiega Marcello Pacifico di Anief – sette sentenze del Consiglio di Stato avevano stabilito che tutti gli insegnanti con il diploma magistrale potevano accedere alle Gae se diplomati entro il 2001. Ora la sentenza dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato ha ribaltato i termini della questione. La nostra protesta continua, ci rivolgeremo alla corte europea dei diritti dell’uomo”.  “Alla ministra Fedeli – sottolinea ancora Pacifico – chiediamo di riaprire le graduatorie ad esaurimento per tutto il personale abilitato. Inoltre chiediamo un nuovo sistema di reclutamento e di formazione anche per gli insegnanti della scuola primaria e dell’infanzia”.


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“Noi vogliamo evitare che si vada avanti di contenzioso in contenzioso e che ci siano ulteriori ricorsi. Deciderò in piena autonomia. A furia di usare ricorsi anziché l’applicazione della legge si creano situazioni di difficoltà per la scuola, per la continuità didattica, quindi per gli studenti, per le famiglie e anche per le singole persone” afferma il ministro Valeria Fedeli e a proposito della protesta spiega che “La decisione non ha effetti immediati sulle situazioni soggettive dei diplomati magistrali. Il Consiglio di Stato è intervenuto per assicurare che i giudici interpretino la normativa in modo uniforme visto che in passato ci sono state sentenze con orientamenti differenti”.