Sconto Tari per i giorni di chiusura dei negozi, le ultime novità

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08/05/2020

Sconto Tari proporzionato ai giorni di effettiva chiusura dell’attività per emergenza sanitaria da Coronavirus.

Sconto Tari per i giorni di chiusura dei negozi, le ultime novità

In  arrivo lo sconto Tari per le categorie economiche colpite dalla crisi per la pandemia da Covid-19. Potranno subire un taglio netto le utenze non domestiche tra cui la tassa sui rifiuti propiziandola ai giorni di chiusura per emergenza sanitaria da coronavirus. L’applicazione dello sconto sarà applicata direttamente dai Comuni. Le novità dovrebbero riguardare anche gli altri locali, anche se su questo punto il dibattito è ancora aperto. Allo studio anche la possibilità di evitare la moratoria per legge di interessi e sanzioni sull’Imu e su altre tasse.

Sconto Tari: dipenderà dai Comuni

L’emergenza sanitaria in corso, ha creato una crisi in tutte le attività a livelli mai visti. A soffrire maggiormente, sono i contribuenti che hanno dovuto abbassare la serranda e hanno avuto un azzeramento del fatturato. Allo studio la possibilità per questi contribuenti di azzerare le tasse e canoni. Sulla Tari gli sconti e le sospensioni delle cartelle arriveranno a breve direttamente dai comuni, i quali decideranno in piena autonomia se applicare gli sconti o meno. 

Sconto in proporzione dei rifiuti

Per la Tari lo sconto sarà calcolato proporzionando i giorni effettivi quelli in cui la serranda è stata abbassata per imposizione del Governo . Per le imprese e gli studi professionali che hanno chiuso spontaneamente, anche assicurando ai cittadini l’assistenza in smart working ai dipendenti, lo sconto è facoltativo, a discrezione dei Comuni, che possono decidere in autonomia se concederlo o meno.


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La riduzione Tari dovrà essere commisurata in base ai minori quantitativi di rifiuti prodotti.

Tari sociale per le famiglie in difficoltà

Diverso è per le famiglie, allo studio la possibilità di anticipare la Tari sociale per le famiglie in difficoltà, anche in questo caso è un’opzione e non un obbligo, e i Comuni dovranno scegliere se applicarla o meno.