Separazione: quando si sceglie per sottrarsi al Fisco e pagare meno tasse?

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28/02/2020

Sembra strano ma a volte ci si interroga anche se è opportuno separarsi oppure no, tutto per evitare di pagare le tasse.

Separazione: quando si sceglie per sottrarsi al Fisco e pagare meno tasse?

Quando la separazione è dettata da una scelta puramente economica per sottrarsi al Fisco. Non è una telenovela, improvvisata all’ultimo momento, ma è una delle realtà che vivono parecchie coppie italiane costrette a scegliere di separarsi per non pagare le tasse. È un po’ deludente sapere di un matrimonio finito, non per mancanza d’amore, non perché si è giunti alla soglia indifferenza totale, ma per il Fisco. E, già riducendo il valore del patrimonio si riduce il valore dei beni pignorabili e anche il valore dell’indicatore ISEE. La separazione per tante coppie viene vista come lo strumento per evitare l’espropriazione forzata o accedere alle prestazioni sociali e servizi di pubblica utilità.

Separazione: cosa si rischia con la simulazione?

La separazione dovrebbe giungere nel momento in cui le parti non riescono più sostenere un equilibrio di pace e serenità. Quello che solitamente dovrebbe rappresentare l’asse fiscale, nel momento stesso del verificarsi del disagio nel matrimonio, dovrebbe essere considerato in un secondo momento.

Tuttavia, oggi non è così e gli equilibri sono stravolti letteralmente dall’Agenzia delle Entrate, di conseguenza sempre più coppie ricorrono a una separazione fittizia per pagare meno tasse.

Nello stesso tempo i creditori (fisco, Inps, Comune, banca ecc.) possono dimostrare con prova avvalendosi d’investigatori e così via, che la separazione non è reale, ma simulata e, far procedere il giudice con una dichiarazione di separazione simulatoria. Il creditore può intervenire con un’azione revocatoria entro 5 anni dalla cessione di proprietà dell’immobile.


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Nel caso in cui la separazione venisse dichiarata simulata, in presenza di prestazioni sociali, si rischia un condanna per frode allo Stato o all’Inps.

Separazione: quanto costa trasferire la casa?

Con l’atto di separazione vengono meno i costi notarili, infatti è il giudice che trasferisce l’immobile. Non decadono i bonus relativi alla prima casa, in quanto rientra negli adempimenti familiari.

Con la separazione si pagano meno tasse? L’imposta IRPEF varia in virtù del reddito percepito, non incidono i redditi prodotti dai familiari. Essendo una tassazione imparziale la separazione non influisce sul reddito del contribuente. Tuttavia, in presenza di un coniuge che non produce reddito il contribuente può beneficiare delle detrazioni fiscali.

Mentre, l’Imu non si versa sulla prima casa. La Tari va pagata sempre in entrambi i casi. Cambia il pagamento del canone Rai che scindendosi la coppia che formano due nuclei familiari e, di conseguenza ognuno è soggetto a pagare il canone Rai di propria tasca. Stesso discorso per quanto riguarda il bollo auto, in quanto viene pagato dal proprietario della vettura.