Smart working: requisiti, domanda e retribuzione

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18/03/2020

Il Governo al fine di combattere attivamente l’epidemia da Covid-19, ha invitato i datori di lavoro a prediligere l’attivazione dello smart working. Uno strumento che consente ai dipendenti di svolgere l’attività lavorativa stando a casa e, rispettando in pieno la misura contenitiva sul divieto di spostamento.

Smart working: requisiti, domanda e retribuzione

Lo smart working è lo strumento che consente ai dipendenti di svolgere l’attività lavorativa da casa. Una misura prevista dal Governo per fronteggiare l’epidemia da Coronavirus, estesa a tutte le aziende presenti sul territorio italiano. L’azienda che attiva lo smart working deve inoltrare una comunicazione al Ministero del lavoro, nella quale specifica quanti lavoratori sono convolti nell’attività di lavoro a distanza. Il datore di lavoro non è tenuto a fornire alcuna ulteriore avviso all’INPS ed INAIL.

Nello specifico, sul portale dedicato all’INAIL è disponibile la linea informativa recanti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Tale nota è diretta ai dipendenti ed ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS).

Smart working: come trasmettere la nota al Ministero del Lavoro?

Il Decreto per contrastare il contagio da Coronavirus del 1° marzo, ha disposto la possibilità laddove è attivabile dell’uso dello smart working a tutte le aziende presenti sul territorio italiano, fino al 31 luglio 2020, termine entro il quale si presume cessi lo stato di emergenza da Covid-19. La procedura per accedere allo smart working è agevolata, in quanto, non richiede nello specifico di alcuna stipula che concorda l’attività lavorativa tra azienda e lavoratore, ed è adottabile al lavoro subordinato.


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L’azienda per attivare lo smat working deve inoltrare una comunicazione attraverso il portale web del Ministro del lavoro con l’uso delle credenziali d’accesso Cliclavoro o Spid. La procedura consente di caricare il file excel, contenente l’elenco di tutti i lavoratori coinvolti all’attività lavorativa a distanza. Inoltre, dal sito ministeriale è possibile accedere a un file excel per redigere la lista dei lavoratori aziendali. Tra i dati da indicare nel modulo di comunicazione troviamo:

  • elementi aziendali;
  • dati anagrafici dei dipendenti, quali: cognome, nome e codice fiscale;
  • data d’inizio e fine lavoro dello smart working;
  • quota INAIL;

Nel caso in cui dei nuovi dipendenti vengono aggiunti all’attività lavorativa attraverso lo smart working, l’azienda può inoltrare la seconda comunicazione con tutti i dati dei lavoratori aggiornati.

Smart Working: va inoltrata la comunicazione di inizio lavoro all’INAIL?

Con la messa in funzione dello smart working l’azienda non è tenuta a inoltrare una comunicazione all’INAIL, in quanto, la copertura assicurativa viene agganciata al lavoro svolto a casa e, in automatico viene incrementata.

Smart working: qual è trattamento economico spettante al lavoratore?

L’attività lavorativa svolta attraverso lo smart working viene equiparata al lavoro che usualmente il lavoratore svolge nelle ore lavorative aziendali. Il diverso luogo di lavoro non attribuisce alla retribuzione una penalità, in poche parole la paga del lavoratore non subisce diminuzioni.

Smart working: le sanzioni

Il lavoratore nello svolgere l’attività lavorativa da casa è tenuto a rispettare tutti gli obblighi e i doveri come da regolamento aziendale. Né consegue che in presenza di comportamenti che non rispecchiano il regolamento il lavoratore è soggetto a sanzioni, ammonimenti o ammende.


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