Soldi depositati in banca e riserva frazionata: cosa significa e come ci riguarda?

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17/03/2020

I soldi depositati in banca vengono usati dall’istituto per erogare prestiti: vediamo il meccanismo che regola la cosa.

Soldi depositati in banca e riserva frazionata: cosa significa e come ci riguarda?

Qualche tempo fa, per rispondere alla mail di un nostro lettore, abbiamo approfondito l’argomento trattato dall’articolo 1834 del codice civile il quale stabilisce che quando si deposita denaro presso una banca la proprietà dello stesso passa alla banca, che però è obbligata a restituirlo. Ovviamente il tutto ha scatenato la curiosità dei nostri lettori e proprio per questo torniamo sull’argomento.

Depositi in banca e riserva frazionata

Un nostro lettore ci scrive:

Ho letto. Grazie per aver gentilmente risposto.

Ho inteso un aspetto che non avevo considerato, temendo che ogni mossa venga fatta sempre a beneficio della parte più forte e solo apparentemente a beneficio del più debole (affinchè accetti).
 
Dovrei dedurre che prima di tale legge le banche commerciali non potessero fare leva sui depositi dei clienti?
Purtroppo non essendo un esperto non ne ho idea ma da quel poco che ho approfondito (da fonti per lo piu del mondo anglosassone) il principio della riserva frazionaria almeno per le banche USA  è in uso da sempre (da quando? da quando esiste la FED? non so)
Ossia la possibilità di prestare N volte denaro rispetto ai depositi in pancia.
Quindi per ogni $ la banca commerciale può mediamente prestare 10 volte tanto, creando di fatto denaro out of thin air, come dicono loro.
E questa sarebbe fondamentalmente la ragione per cui se tutti i correntisti (già almeno nel 1929 fu vero) corrono agli sportelli, la loro banca non ha abbastanza denaro da restituire. semplicemente perchè non c’è, perchè è stato creato dal nulla, come all’origine fa in maniera sistematica la banca centrale (fed).
 
Ecco mi piacerebbe vederci più chiaro essere smentito o confermato. 
Grazie in ogni caso per la Sua gentile attenzione.


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In sostanza la riserva frazionata prevede che all’apertura di ogni conto corrente già si sa a priori che i soldi lì depisitati non saranno movimentati tutti. La banca, quindi, custode del nostro denaro per non far restare immobili i soldi depositati , questi ultimi vengo prestati (dietro lauto pagamento alla banca). Non basta il nostro tacito assenso per fare questo, ovviamente, ma è necessario che esista una legge che lo permetta.

La legge in questione prevede solo un limite dei soldi che la banca deve mantenere intatti, permettendogli di utilizzare gli altri per i suoi scopi. Per noi, che depositiamo, non cambia molto. Dei soldi depositati da TUTTI i clienti la banca, per eventuali ritiri e per le operazioni quotidiane, ne mantiene solo una percentuale.

La riserva frazionata, nel 1957, imponeva alla banca di mantenere il 25% del deposito, nel 1970 la percentuale scese al 15%; oggi la riserva frazionata impone alla banca di mantenere solo il 1% dei depositi come liquidità anche se la banca si cautela mettendo a riserva anche un’altra percentuale sui depositi.

La riserva frazionata ha un duplice scopo, ad ogni caso: le banche possono garantire un minimo di livello di liquidità ma allo stesso tempo possono contenere lo stock di debito presente nel sistema.

I soldi prestati dalla banca, quindi, come giustamente lei fa notare, non esistono, sono soldi che appartengono ad altre persone. Ma la cosa che, a mio avviso, è davvero iniqua è che le banche prestano i NOSTRI soldi ricavandone un profitto. Finchè gli interessi sui depositi potevano considerarsi buoni (e non ora che sui conti corrente l’interesse è inesistente e sui libretti di risparmio irrisorio), il cittadino poteva anche essere contento che i suoi soldi venissero utilizzati dalla banca. Ma oggi la banca ha un duplice guadagno: da una parte gli interessi applicati a chi chiede un prestito e dall’altra i soldi che entrano con i costi di gestione del conto corrente.


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