Soldi regalati ai figli sono controllati dal Fisco, ecco cosa sapere

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04/05/2020

I genitori che corrono in aiuto dei figli in crisi economica con dei regali di soldi, rischiano un controllo fiscale? Come donare senza notaio e pericoli?

Soldi regalati ai figli sono controllati dal Fisco, ecco cosa sapere

Spesso capita che i genitori corrono in soccorso dei figli devolvendo dei soldi. Tante sono le storie in cui i genitori aiutano i figli in estrema difficoltà economica stanziando delle somme di denaro. Somme che vengono somministrate dai genitori a favore dei figli e nipoti che hanno perso il lavoro o perché è arrivata quella “bolletta” inaspettata. Oggi più d’ieri, si ritorna a parlare di genitori che corrono a risollevare le sorti economiche dei figli, specie ora che la pandemia ha piega quei flebili equilibri, mettendo in ginocchio tante famiglie. Nello stesso tempo, nasce il dubbio che quel regalo dettato da un gesto di puro altruismo non subisca la scure del Fisco.

Quando il regalo in soldi viene tassato?

Solitamente i regali non dovrebbero finire nella resta inquisitrice, tuttavia viviamo in un mondo complesso dove la semplicità lascia il passo alla complessità. Una cosa è certa l’Amministrazione Finanziaria vigila sui movimenti di soldi, o ancora migliore il contribuente viene controllato da cima a fondo. Non dimentichiamoci che il Fisco si avvale del redditometro, dunque, appare assai difficile che qualche movimento di denaro sfugga all’occhio inquisitore. Ovviamente, il problema non dovrebbe sorgere se si muovono cifre modiche di denaro, ad esempio come 500 euro, ma il discorso diventa un tantino più complesso se il valore del denaro trasferito ha una certa rilevanza, finendo nella categoria delle donazioni.

Quando può essere onerosa la donazione?


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Innanzitutto, bisogna considerare che la donazione è un contratto redatto da un notaio in presenza di due testimoni, quindi, sono previsti i costi di parcella notarile, l’imposta di donazione, nonché i costi per la registrazione dell’atto e così via.

Nel caso in cui si tratti di una “donazione manuale”, ossia il regalo, quando si tratta di una somma di soldi il cui valore sia modesto. Essendo di base la donazione un contratto, quando viene rapportata alla ricchezza del donante, può anche non essere redatto dal notaio. In sostanza, quanto più ricchezze detiene il donante, tanto più aumenta il valore del bene da donare senza l’ausilio di un notaio.

Come dimostrare che l’aumento di reddito è frutto di una donazione?

Può capitare che il Fisco tracci il movimento di denaro e che richieda al contribuente la provenienza dello stesso. Più volte abbiamo chiarito che l’onere della prova spetta al contribuente, a lui il compito di dimostrare che i soldi non provengono da guadagni illeciti. Ciò significa che il contribuente deve dimostrare attraverso un documento la provenienza certa della donazione. In pratica, occorre che il movimento di denaro sia tracciato. È possibile che la donazione venga erogata a mezzo bonifico, con assegno e così via, al fine di lasciare una traccia chiara del movimento di denaro tra chi ha donato e chi ha ricevuto.