Spread e rendimenti BTp giù, ecco i guadagni sui mercati con l’accordo sulla manovra

Tra Roma e Bruxelles deve ancora essere ufficializzato l’accordo sulla manovra di bilancio per il 2019, ma l’intesa è solo questione di ore, forse qualche giorno. Per l’anno prossimo, il deficit sarà innalzato al 2,04% del pil contro il 2,4% delle previsioni iniziali del governo Conte. Una differenza sui 6,5 miliardi, che sostanzialmente soddisfa la […]

Tra Roma e Bruxelles deve ancora essere ufficializzato l’accordo sulla manovra di bilancio per il 2019, ma l’intesa è solo questione di ore, forse qualche giorno. Per l’anno prossimo, il deficit sarà innalzato al 2,04% del pil contro il 2,4% delle previsioni iniziali del governo Conte. Una differenza sui 6,5 miliardi, che sostanzialmente soddisfa la Commissione europea e che è stata trovata al vertice di maggioranza di ieri sera con una sforbiciata ai costi delle due misure chiave della legge di Stabilità: reddito di cittadinanza e quota 100 sulle pensioni. In entrambi i casi, l’onere stimato si riduce sostanzialmente di 2 miliardi, passando rispettivamente a 7,1 e 4,7 miliardi. Anziché debuttare l’1 gennaio, faranno la loro comparsa in primavera, con ogni probabilità in aprile e la platea dei beneficiari attesa è stata rivista al ribasso, anche perché la storia del Reddito di inclusione (Rei) dimostra che non tutti coloro che hanno diritto effettivamente ne fanno richiesta. Addirittura, nel caso del sostegno introdotto dal governo Gentiloni, i beneficiari sarebbero intorno alla metà degli aventi diritto.

Sui mercati è partito lo sprint. Lo spread BTp-Bund a 10 anni è sceso ai minimi da fine settembre, così come i rendimenti decennali dei nostri titoli, rispettivamente a 268 punti base e al 2,96% oggi. I titoli a 2 anni rendono intorno allo 0,57% e dal 20 novembre scorso, data in cui è iniziata la ripresa dei nostri bond, hanno guadagnato l’1,1%. Sembra poco, ma il segno più diventa più interessante man mano che la curva delle scadenze si allunga. Sui quinquennali, il rialzo è stato del 3,6%, mentre i decennali hanno reso ben il 6%. E ancora, i BTp a 20 anni hanno esitato guadagni di poco inferiori al 9%, i trentennali nell’ordine del 9,6% e il BTp 2067, ribattezzato anche “Matusalemme” per la sua durata (51 anni alla sua emissione), del 9,7%.

Le tensioni restano, se è vero che lo spread prima dello scontro tra Italia e Commissione europea era sceso in area 220 punti. Dunque, vi sarebbe ancora abbastanza margine per recuperare, anche volendo scontare rendimenti più alti rispetto a maggio, quando sono iniziate le trattative tra Movimento 5 Stelle e Lega per formare il nuovo governo. I Bonos a 10 anni della Spagna offrono ancora meno dell’1,50%, ragione per cui se il clima tra Roma e Bruxelles divenisse sempre meno burrascoso nelle prossime settimane, una discesa anche pronunciata dei rendimenti italiani sarebbe possibile. Ma le elezioni europee del maggio prossimo rendono probabile anche un acuirsi delle tensioni tra le parti.