Targa straniera, divieto di circolazione e la residenza, le ultime novità

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08/06/2019

Targa straniera, possibile la circolare precisa che per tali soggetti che, decorsi 185 giorni di permanenza in Italia, possono acquisire la residenza normale.

Targa straniera, divieto di circolazione e la residenza, le ultime novità

Residenza anagrafica per circolazione targa straniera, importanti novità dal Ministero dell’Interno, con la circolare 4.06.2019, n. 300/A/4983/19/149/2018/06, che ha precisato il divieto di circolazione con targa straniera si applica il criterio della residenza anagrafica e non della residenza formale, così come prevista dalle normative UE per chi abita in uno Stato membro per almeno 185 giorni all’anno.

I problemi riguardano, in particolare, veicoli targati in Romania, San Marino, Vaticano e dai gelatieri della zona dolomitica che nei mesi estivi lavorano in Germania.

Targa straniera: la circolare che detta le regole

Con la circolare Prot. n. 300/A/245/19/149/2018/06 del 10 gennaio 2019 in materia di circolazione in Italia di veicoli immatricolati all’estero, rivede alcune criticità operative inerenti ai soggetti residenti in un altro Stato Membro UE, che si  trovano in Italia per svolgere attività lavorative stagionali e che conducono i veicoli nella loro disponibilità immatricolati all’estero. 

La circolare precisa che per tali soggetti che, decorsi 185 giorni di permanenza in Italia, possono acquisire la residenza normale secondo le norme comunitarie in materia. Questo consentirà di valorizzare la permanenza in Italia. La residenza normale non può ritenersi equiparata alla residenza anagrafica risultante dall’iscrizione ai registri di un Comune.

Quindi, il titolare di residenza normale in Italia può condurre il veicolo immatricolato all’estero del quale dispone a qualunque titolo, salvo che ivi non acquisisca la residenza anagrafica.