Tassa sui prelievi bancomat: contro l’evasione fiscale ecco la proposta di Confindustria

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18/09/2019

Per combattere l’evasione fiscale, Confindustria ha proposto una tassa sui prelievi bancomat e un incentivo per chi utilizza la moneta elettronica

Tassa sui prelievi bancomat: contro l’evasione fiscale ecco la proposta di Confindustria

Per combattere l’evasione fiscale  Confindustria ha esposto una proposta che penalizza chi preleva contanti e incentiva l’utilizzo della moneta elettronica. La proposta consiste nel tassare i prelievi bancomat del 2% per ogni prelievo che superi la soglia dei 1.500 euro mensili, e contemporaneamente introdurre un bonus del 2% per chi utilizza nei pagamenti la carta di credito o il bancomat, combattendo, così, l’evasione fiscale. Tale proposta non è ben vista da molti cittadini, commercianti ed anche politici.

Tassa sui prelievi bancomat: come è nata l’idea

Come abbiam detto la proposta di una tassa sui prelievi bancomat è stata annunciata dalla Confindustria in occasione della manovra economica, che ha bisogno di fondi per scongiurare l’aumento dell’Iva.  Questa proposta è nata per cercare di recuperare più gettito riducendo l’evasione fiscale. Purtroppo anche se negli ultimi anni si è cercato di fare molto per combattere l’evasione fiscale, in Italia, c’è ancora un alto livello di evasione, con cui lo Stato viene privato di più di 100 miliardi di euro all’anno.

In più bisogna dire che da uno studio della stessa Confindustria è emerso che l’Italia è uno dei paesi in cui l’utilizzo della moneta elettronica è meno diffuso, infatti la media europea è di circa di 100 transazione pro-capite, mentre in Italia non si raggiunge neanche la metà. Con questi elementi alla mano, la Confindustria ha lanciato la proposta di incentivare l’uso della moneta elettronica e di conseguenza disincentivare l’uso dei contanti.


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Tassa sul prelievo al bancomat: cosa prevede la proposta di Confindustria

In sostanza, Confindustria ha pensato di proporre una tassa sui prelievi bancomat, in modo che ci sia un disincentivo ad utilizzare il contante, ma nel contempo propone un incentivo per chi utilizza il bancomat o la carta di credito per i pagamenti.

Nel particolare, Confindustria suggerisce una tassa sui prelievi del 2% per le somme che eccedono i 1500 euro al mese. I prelievi presi in esame non sono solo quelli effettuati da Atm, ma anche quelli effettuati allo sportello. Tale tassa colpirà solo il 20% dei correntisti, in quanto il restante 80% non superano la soglia dei 1500 euro mensili di prelievo. Tale misura è quindi un intervento antievasione.

Al riguardo dell’incentivo all’uso della moneta elettronica, Confindustria propone un bonus del 2% al cliente che paga mediante carta di pagamento o bonifico bancario. Il bonus dovrebbe funzionare come segue: Il consumatore sul pagamento effettuato con carte accumula un reddito che verrà contabilizzato e comunicato dalla banca di appoggio della carta di pagamento. Sono esclusi i pagamenti effettuati con le carte non nominative in quanto non associabili ad alcun codice fiscale.

La tassa sui prelievi bancomat: ecco le critiche

La proposta all’evasione fiscale fatta da Confindustria non incassa molti favori, infatti è stata criticata da diversi esponenti politici e anche dalla Confcommercio. Proprio quest’ultima ha dichiarato che la tassa sui prelievi bancomat non serve a nulla, anzi in questo periodo di stagnazione dei consumi non fa altro che peggiorare la situazione, mentre sarebbe utile un credito di imposta a favore degli esercenti per le commissioni pagate per l’accettazione di carte di debito e di credito.

L’ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco, sempre in prima linea con la lotta all’evasione fiscale, è contro tale misura, che penalizza i prelievi mensili. Al suo dire: “La proposta di Confindustria sui contanti non serve a molto. Se uno mette una tassa del 2% sul prelievo, questa viene aggirata comodamente. Dopodiché l’evasione non dipende soltanto dall’uso del contante al consumo, gran parte dell’evasione avviene senza contante, semplicemente manipolando i bilanci delle imprese”.


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Anche, il leader della Lega, Matteo Salvini, ha definito tale proposta una follia paragonandola ad una tassa da regime sovietico. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, sostiene, invece, che tale misura è tutta a favore delle banche.

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