Tassa sulla carne: novità aliquota al 25% sulle carni, bovine, ovine e suine

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17/02/2020

Arriva dal Parlamento Europeo la mozione a tutela del clima e dell’ambiente. La nuova proposta del Green New Deal si muove nell’introduzione di un’imposta per abbattere il consumo di carne.

Tassa sulla carne: novità aliquota al 25% sulle carni, bovine, ovine e suine

Tassa sulla carne, un nuovo progetto predisposto dal Parlamento Europeo al fine di salvaguardare il clima e l’ambiente. Si tratta, dell’applicazione di un’imposta che dovrebbe entrare in vigore dal 2021 in forma graduale fino ad attestarsi all’aliquota del 25% nel 2030. Un disegno di legge che contiene una doppia finalità. Dal un lato, si cerca di abbattere il consumo delle carne, riducendo l’emissione di gas a effetto serra prodotti dagli allevamenti. Mentre, dall’altro produrre un ricavo di circa 32 miliari di euro annui.

Tassa sulla carne: crolla il consumo, aumenta il gettito

Attraverso questa norma il Parlamento Europeo punta a far crollare il consumo di carne destinato a tutta l’Europa, e nello stesso tempo, a guadagnare un gettito pari a circa 32 miliardi di euro annui. Somme che sarebbero destinate allo stanziamento di fondi diretti ai danni ambientali provocati dalle aziende zootecniche, e alla nascita di nuove iniziative in tema di allevamento.

Con l’applicazione dell’imposta del 25%, si evidenzia un crollo nei consumi di carne graduale nel tempo, fino ad attestarsi nel 2030 sulle seguenti percentuali, quali:

  • carne di bovina nel 2030 crollo dei consumi pari a circa il 67%;
  • carne suina nel 2030 abbattimento dei consumi pari a circa il 57%;
  • carne ovina nel 2030 precipitazione nei consumi pari a circa il 30%.


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Tassa sulla carne: la proposta del Parlamento Europeo

Molto probabilmente la tassa sulla carne dovrebbe entrare in vigore nel 2021, un’imposta che influenzerebbe le abitudini nei consumi degli italiani. L’aliquota del 25% si intercalerebbe con le misure del Green New Deal, che ha l’obbiettivo di convertire l’Europa, l’Asia e l’Africa (vecchio continente) entro il 2050, nel primo stock a impatto ambientale zero.

Se approvato il provvedimento porterebbe all’imposizione di un’aliquota applicata in forma graduale in vigore dal 2021 fino a collocarsi al 25% nel 2030. Così, da riuscire a recuperare un introito pari a circa 32 miliardi di euro annui dal 2030.

Di quanto aumenterebbero i prezzi al consumo della carne?

Con l’applicazione dell’aliquota del 25% che entrerà a pieno rigore solo nel 2030, i prezzi subirebbero un incremento sull’acquisto di ogni tipo di carne, ad esempio:

  • il consumatore per l’acquisto di 100 gr. di carne di bovino pagherebbe un prezzo in salita di circa 47 centesimi;
  • comprando un etto di carne di maiale l’incremento sul prezzo si attesterebbe su circa 36 centesimi;
  • il cliente che acquista 100 grammi di carne di pollo o tacchino riscontrerebbe un aumento di circa 17 centesimi.