TFR coniugi divorziati: quando spetta all’ex moglie o all’ex marito?

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12/04/2018

Quando spetta una quota di Tfr al coniuge divorziato?

TFR coniugi divorziati: quando spetta all’ex moglie o all’ex marito?

Il coniuge divorziato può avanzare diritti sul TFR dell’ex coniuge? La risposta è abbastanza complessa perchè dipende da diversi fattori.

Secondo l’articolo 12bis della legge 898 del 1970 “Il coniuge nei cui confronti sia stata pronunciata sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio ha diritto, se non passato a nuove nozze e in quanto sia titolare di assegno ai sensi dell’articolo 5, ad una percentuale dell’indennità di fine rapporto percepita dall’altro coniuge all’atto della cessazione del rapporto di lavoro anche se l’indennità viene a maturare dopo la sentenza. Tale percentuale è pari al quaranta per cento dell’indennità totale riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio”.

Se il lavoratore che percepisce il TFR, quindi, versa all’ex coniuge l’assegno divorzile il lavoratore che percepisce il TFR è tenuto a corrispondere all’ex coniuge anche uno quota di TFR.

TFR spettante all’ex coniuge: quali presupposti?

Per percepire una quota di TFR dall’ex coniuge i presupposti da rispettare sono due:

  • percepire assegno divorzile versato con cadenza periodica (se lo ha ricevuto in un’unica soluzione non avrà diritto alla quota di TFR)
  • il coniuge che deve ricevere la quota di TFR non deve essere convolato a nuove nozze

La percentuale di TFR dovuta all’ex coniuge è pari al 40% dell’indennità totale riferita però agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con gli anni di matrimonio.


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