TFR e TFS dipendenti pubblici qual è la differenza?

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07/11/2019

A quali dipendenti pubblici spetta il TFR e a quali il TFS e quali sono le differenze dal punto di vista economico?

TFR e TFS dipendenti pubblici qual è la differenza?

Quasi sempre quando si parla di dipendenti pubblici si parla di TFS e quando si parla di dipendenti privati, invece, di TFR. E’ bene sapere, però, che anche i dipendenti pubblici, o almeno una parte di essi, percepiranno, al termine del rapporto di lavoro, il TFR invece del TFS. Un nostro lettore ci chiede, a questo proposito, qual è la differenza tra TFR e TFS.

TFR e TFS qual ‘è la differenza tra i due trattamenti?

  • TFR: trattamento di fine rapporto
  • TFS trattamento di fine servizio.

Entrambi i trattamenti sono compensi corrisposti al dipendente pubblico a titolo di buonuscita nel momento in cui cessa il rapporto di lavoro con l’amministraziono o con l’ente.

A chi spetta il TFR e a chi il TFS?

Per tutto il personale della pubblica amministrazione o degli enti pubblici assunto prima del 1 gennaio 2001 spetta come buonuscita il TFS .

Il TFR, invece, spetta ai dipendenti assunti con contratto a tempo determinato dopo il 30 maggio 2000  ai dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato dopo il 1 gennaio 2001.

Cosa cambia economicamente?

Il TFR liquidato al dipendente pubblico è determinato dal 6,91% della retribuzione utile annua (e sue rivalutazioni).


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Il TFS, invece, ha 3 forme di erogazione e nello specifico:

  • indennità di buonuscita che si calcola come un dodicesimo dell’80% della retribuzione al momento della cessazione del rapporto di lavoro moltiplicata per gli anni di servizio maturati (spetta alla generalità dei civili e militari dello stato)
  • indennità di premio di servizio che si calcola come un quindicesimo dell’80% della retribuzione al momento della cessazione del rapporto di lavoro moltiplicata per gli anni di servizio maturati (spetta ai dipendenti del comparto enti locali e sanità)
  • indennità di anzianità pari a 1 dodicesimo della retribuzione al momento della cessazione del rapporto di lavoro moltiplicata per gli anni di servizio maturati (spetta ai cosiddetti parastatali, ovvero dipendenti di enti pubblici non economici).