TFR e ultime mensilità non pagate dal datore di lavoro, interviene l’Inps, ecco come

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03/09/2018

Se l’azienda fallisce e il lavoratore non ha percepito il TFR e le ultime mensilitò, può fare richiesta all’INPS. Ecco tutta la procedura

TFR e ultime mensilità non pagate dal datore di lavoro, interviene l’Inps, ecco come

Il lavoratore che non percepisce il TFR perchè l’azienda è fallita, ha la possibilità di richiederlo all’Inps. Al riguardo la Corte di Cassazione con la sentenza n. 23426 del 17 novembre 2016, ha tutelato il lavoratore. La sentenza afferma che nel caso di fallimento aziendale, il lavoratore, che non abbia ricevuto il pagamento delle retribuzioni o contributi previdenziali, può chiedere direttamente, in via prudenziale l’ammissione al passivo, sia per quanto spettante a titolo di retribuzione, sia per la quota dei contributi previdenziali. Gli Ermellini specificano che va assolutamente escluso che il curatore, ove l’INPS non si sia insinuato al passivo, possa trattenere dette somme mediante accantonamenti in prevenzione.

TFR: richiesta all’INPS

Il dipendente può far richiesta di pagamento all’Inps delle ultime mensilità e del TFR solo in caso l’azienda è fallita. Inoltre per poter ottenere il pagamento suddetto dal Fondo speciale istituto dall’Inps, il datore di lavoro deve essere dichiarato fallito e i dipendenti si devono insinuare nella procedura fallimentare ed essere ammessi e che lo stato passivo venga dichiarato esecutivo. In conclusione, solo quando il dipendente è stato ammesso alla procedura fallimentare può presentare una domanda all’Inps, firmata dal curatore fallimentare.

L’Inps rivaluta e corrisponde gli interessi sul TFR dalla data di licenziamento fino all’adempimento, invece sugli altri crediti di lavoro, gli interessi e la rivalutazione viene effettuata dalla data della domanda fino all’adempimento.


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Le somme erogate dal Fondo di garanzia a titolo di TFR, crediti di lavoro e oneri accessori sono assoggettate a tassazione dall’Istituto, che è sostituto d’imposta ai sensi della vigente normativa fiscale.

Cosa ha stabilito la Suprema Corte

La sentenza della Corte di Cassazione n. 8072/2016 del 21 aprile 2016, evidenzia che il Fondo di Garanzia effettua il pagamento del TFR, alle seguenti condizioni:

  • il lavoratore deve aver agito contro l’azienda procurandosi una sentenza definitiva o un decreto ingiuntivo non opposto e, quindi, ormai irrevocabile: titolo esecutivo;
  • il patrimonio dell’azienda deve essere insufficiente a consentire la soddisfazione dei lavoratori (atto di pignoramento negativo).
  • Nel caso in cui, l’azienda nonostante abbia i requisiti per fallire, l’istanza di fallimento venga respinta perché l’impresa è ormai chiusa da oltre un anno o in caso di immediata estinzione del fallimento per insufficienza dell’attivo, il lavoratore necessita di munirsi della sentenza di condanna o decreto ingiuntivo.

Come fare la domanda

Dal 1° aprile 2012 le domande possono essere presentate online all’INPS attraverso il servizio dedicato.

In alternativa, si può fare domanda tramite:

  • Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • enti di patronato e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

Fondo Garanzia INPS

Le domande vengono inviate alla struttura territoriale competente, cioè quella della residenza del lavoratore.

La domanda va correlata dai seguenti documenti, nel caso di fallimento, amministrazione straordinaria e liquidazione coatta amministrativa:

  • la copia autentica dello stato passivo esecutivo (anche per estratto). Nel caso in cui, invece, il responsabile della procedura concorsuale o la cancelleria del tribunale abbiano provveduto a trasmettere all’INPS una copia in formato digitale, tale documentazione non va allegata;
  • la dichiarazione sostitutiva del certificato del tribunale che attesta che il credito non è stato oggetto di opposizione o di impugnazione ai sensi dell’articolo 98, Legge Fallimentare. Dal 21 marzo 2014 la dichiarazione è integrata nella domanda telematica di intervento del Fondo di garanzia;
  • il modello SR52 debitamente compilato e firmato dal responsabile della procedura concorsuale. In caso di comprovato rifiuto di compilazione da parte del responsabile della procedura concorsuale, le informazioni utili alla liquidazione dovranno essere fornite direttamente dal lavoratore tramite la produzione di idonea documentazione (come l’istanza di ammissione al passivo completa di documentazione) e del modello SR54;
  • la copia autentica del decreto che ha deciso l’eventuale azione di opposizione o impugnazione;
  • la copia della domanda di ammissione al passivo completa di documentazione. Da allegare sempre se con l’accertamento del credito è stato chiesto l’accertamento della natura subordinata dal rapporto di lavoro in essere con il datore di lavoro insolvente.


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In caso di procedura concorsuale in un altro stato membro dell’Unione Europea, vanno allegati alla domanda:

  • la copia autentica dello stato passivo munita di traduzione legale da cui si deve evincere, in maniera inequivocabile, che le somme sono dovute a titolo di TFR e/o di retribuzione per i mesi per i quali viene richiesto il Fondo di garanzia;
  • la dichiarazione del tribunale o del responsabile della procedura munita di traduzione legale che attesti che lo stato passivo è definitivo e non è soggetto, per quanto riguarda il credito del lavoratore, a modifiche;
  • il modello SR54 compilato e sottoscritto dal lavoratore in forma di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà;
  • la copia dei cedolini stipendiali relativi al TFR e alle mensilità di retribuzione per le quali si chiede l’intervento del Fondo di garanzia;
  • la copia della lettera o contratto di assunzione e della lettera di licenziamento.

In caso di concordato preventivo vanno, inoltre, allegati alla domanda:

  • la copia autentica del decreto di omologazione;
  • la copia della comunicazione di cui all’articolo 171, Legge Fallimentare, contenente la proposta del debitore circa i crediti del lavoratore. Se non è stato allegato il modello SR52 e dal decreto di omologazione non sia possibile dedurre la misura in cui è prevista la soddisfazione dei crediti di lavoro;
  • il modello SR52 sottoscritto dal commissario giudiziale o liquidatore nominato dal tribunale in caso di concordato con cessione di beni; di comprovato rifiuto da parte del responsabile della procedura concorsuale, le informazioni utili alla liquidazione potranno essere fornite direttamente dal lavoratore tramite la produzione di idonea documentazione e del modello SR54;
  • la copia dei cedolini stipendiali relativi alle mensilità di retribuzione per le quali si chiede l’intervento del Fondo di garanzia (se non è stato allegato il modello SR52);

In caso di esecuzione individuale alla domanda vanno allegati:

  • il modello SR53 compilato e sottoscritto dal lavoratore in forma di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà;
  • il decreto del tribunale di rigetto dell’istanza di fallimento, salvo i casi di esclusione;
  • l’originale del titolo esecutivo in base al quale è stata esperita l’esecuzione forzata (da consegnare o inviare per posta alla struttura territoriale competente);
  • la copia del ricorso sulla base del quale è stato ottenuto il titolo esecutivo, completo di allegati;
  • la copia del/dei verbale/i di pignoramento negativo;
  • la dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui si attesta che, dagli atti della conservatoria dei registri immobiliari, il datore di lavoro non risulta proprietario di beni immobili nei luoghi di nascita e di residenza, ovvero che il datore di lavoro risulta titolare di beni immobili (da indicare specificatamente), ma che gli stessi sono gravati da ipoteche in misura superiore al valore del bene.

In caso di eredità giacente vanno allegati alla domanda:

  • il modello SR53 da compilare e sottoscrivere dal lavoratore in forma di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà;
  • l’originale del titolo esecutivo con il quale è stato riconosciuto il credito per TFR del lavoratore;
  • la copia autentica dello stato di graduazione di cui all’art. 499, codice civile;
  • la copia autentica del riparto finale;
  • la copia autentica del provvedimento di chiusura della liquidazione.

In caso di apertura di una procedura di liquidazione del patrimonio (articolo 14-ter, legge 27 gennaio 2012, n. 3) vanno allegati alla domanda:

  • la copia del decreto del tribunale che dichiara aperta la procedura di liquidazione ex articolo 14-ter, legge 3/2012;
  • la copia autentica dello stato passivo definitivo redatto dal liquidatore o dal giudice incaricato;
  • il modello SR52 compilato dal liquidatore nominato dal tribunale;
  • la copia del decreto di chiusura della procedura;
  • la copia autentica dei provvedimenti di riparto delle somme ricavate dalla liquidazione (se ricorre il caso).

In caso di successione legittima, se la domanda è presentata dagli eredi del lavoratore, oltre ai documenti previsti per lo specifico tipo di intervento è necessario allegare:

  • la dichiarazione sostitutiva del certificato di morte del lavoratore dante causa;
  • l’atto di notorietà attestante:
    • le generalità del defunto, comprensive del luogo e della data di nascita, dello stato civile e del luogo di ultima residenza e domicilio;
    • le generalità di tutti gli eredi;
    • che tra il defunto e il coniuge superstite non è stata pronunciata sentenza di separazione, passata in giudicato, con addebito a carico del coniuge separato;
    • l’indicazione delle persone che hanno la rappresentanza o l’assistenza di minori o di incapaci, ove vi siano tra gli aventi diritto alla successione;
    • l’indicazione delle persone di cui non si accertabile l’esistenza in vita (scomparsi, assenti, morti presunti), ove vi siano tra gli aventi diritto alla successione;
    • che trattasi di successione legittima, non avendo il defunto disposto con testamento della prestazione domandata;
    • la delega alla riscossione in favore di uno solo degli eredi (modello SR22).

In caso di successione testamentaria, se la domanda è presentata dagli eredi del lavoratore, oltre ai documenti previsti per lo specifico tipo di intervento è necessario allegare:

  • la copia autentica del testamento pubblico o del verbale di pubblicazione del testamento olografo o segreto, contenente il certificato di morte;
  • la documentazione che dovesse risultare necessaria in base al contenuto delle disposizioni testamentarie;
  • la delega alla riscossione in favore di uno solo degli eredi.

Se tra gli eredi sono presenti minori o incapaci, bisogna allegare la copia autentica dell’autorizzazione del giudice tutelare a riscuotere il TFR e gli altri crediti da lavoro.

In caso di cessione del TFR a garanzia di un finanziamento, si deve allegare copia del contratto di cessione e modello SR131, debitamente compilato, compresa la dichiarazione del cessionario circa l’assenza di azioni di recupero o l’impegno a sospenderle per il periodo necessario all’istruttoria della domanda. (Circolare 15 luglio 2008, n. 74 e nel messaggio 11 maggio 2016, n. 2084).

Quando va fatta la domanda?

Con la nuova riforma della Legge Fallimentare il termine per proporre opposizione o impugnazione quando il datore di lavoro sia stato assoggettato a fallimento e amministrazione straordinaria è passato dai 15 a 30 giorni. I 30 giorni disponibili iniziano dalla ricezione della comunicazione con la quale il curatore informa che lo stato passivo è stato reso esecutivo.

Se il datore di lavoro sia stato assoggettato a liquidazione coatta amministrativa, la domanda può essere presentata dopo 30 giorni dal deposito dello stato passivo di cui all’articolo 209, Legge Fallimentare. Se, invece, sono state proposte impugnazioni o opposizioni riguardanti il credito del lavoratore, il termine decorre già dal giorno successivo al deposito del decreto. Quindi se il datore di lavoro è stato ammesso alla procedura di concordato preventivo, la domanda può essere presentata dal giorno successivo alla pubblicazione del decreto di omologazione.

La domanda può essere, invece, presentata dal giorno successivo alla data del verbale di pignoramento negativo, nel caso in cui c’è l’esecuzione individuale.

Anche se la normativa non ha previsto un termine di prescrizione entro il quale con la domanda di liquidazione del TFR a carico del Fondo di garanzia deve essere esercitato il relativo diritto, bisogna sempre considerare quello di 5 anni stabilito dall’articolo 2948, comma 5, codice civile.

Con riferimento ai crediti di lavoro, il diritto alla prestazione si prescrive in un anno.

L’Inps dovrà liquidare le prestazioni entro 60 giorni decorrenti dalla data di presentazione della domanda completa di tutti i documenti previsti.

Il lavoratore che non vede accolta la propria domanda, può fare ricorso amministrativo al Comitato provinciale entro novanta giorni decorrenti dalla data di ricezione dello stesso. Il ricorso deve essere presentato utilizzando la procedura “Ricorsi on line” (RiOL) disponibile online sul sito INPS oppure per il tramite di un ente di patronato o altri intermediari abilitati.

Trascorsi i 90 giorni dalla data di presentazione del ricorso senza alcuna risposta, il lavoratore può proporre azione giudiziaria entro il termine di decadenza di un anno. Il ricorso amministrativo, presentato oltre il termine di decadenza previsto per l’azione giudiziaria, non può essere esaminato nel merito dal Comitato provinciale.