TFR non pagato azienda in fallimento: come recuperare le somme spettanti?

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12/06/2020

TFR non pagato per azienda fallita: cosa fare per ottenere i soldi spettanti e non perdere il diritto alla buonuscita?

TFR non pagato azienda in fallimento: come recuperare le somme spettanti?

Al lavoratore dipendente, al momento della cessazione del rapporto di lavoro, ha diritto al TFR maturato. La liquidazione, quindi, deve essere pagata dal datore di lavoro indipendentemente da quelle che sono le motivazioni che hanno portato alla rottura del rapporto di lavoro (spetta, quindi, sia nel caso il dipendente abbia avuto accesso alla pensione, sia stato licenziato, si sia dimesso).

Tfr non pagato, cosa fare?

Cosa può fare il dipendente se l’azienda per cui lavorava ha dichiarato fallimento e dopo anni ancora non ha vistoil pagamento delle somme spettanti a titolo di buona uscita?

Ci scrivono due lettori, con domande molto simili e cercheremo di dare una risposta univoca in tal senso:

  1. Salve,io lavorato meno di un anno per una coop. Nel 2012, non mi hanno mai versato il TFR di circa 750 euro, gli ho mandato una raccomandata ma all’indirizzo non ho trovato nessuno, mi sono informato tramite avvocato e la coop. Risulta in liquidazione   , come devo fare per recuperare i miei soldi? Grazie
  2. L’azienda con la quale ho lavorato ha chiuso ed è attualmente in liquidazione. Io sono stata licenziata nel 2017 ed a oggi non ho ricevuto nessuna somma di Tfr. Diceva in tempi di pace che non aveva soldi.pensi adesso in tempi CORONAVIRUS. L’azienda è una pizzeria ed attualmente lavora ..la società è cambiata nel nome ma i personaggi sono sempre gli stessi.ora mi chiedo se in via bonaria .non ho attualmente ottenuto nulla..come devo fare per recuperare questi soldi e non far passare altri anni? Grazie aspetto una vostra chiara risposta. 


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Premettiamo fin da subito che il diritto al TFR si prescrive in 5 anni: se in 5 anni, che decorrono dalla cessazione del rapporto di lavoro, il dipendente non ricorre alla legge per richiedere il dovuto, dopo tale periodo si perde il diritto alle somme spettanti. Sempre importante, quindi, inviare una lettera di messa in mora al datore di lavoro per interrompere i tempi di prescrizione. Nella lettera di messa in mora il dipendente deve specificare che in caso di mancato pagamento provvederà alle vie legali.

Se il datore di lavoro, dopo la lettera di messa in mora non paga, si procederà alle vie legali. Ma anche se le azioni legali non dovessero andare a buon fine si può ricorrere al Fondo di Garanzia dell’INPS che interviene soprattutto in caso di fallimento dell’azienda o quando la stessa non ha sufficiente credito patrimoniale per soddisfare i lavoratori.

Nel caso della prima lettrice è importante capir se la raccomandata inviata è servita ad interrompere i tempi di prescrizione. Le consiglio, in ogni caso, di rivolgersi ad un legale (nel caso di recuperi TFR, molto spesso, chiedono una percentuale sulle somme recuperate).

Nel caso della seconda lettrice, visto che l’azienda è in fallimento, le consiglio fin da subito, per interrompere la prescrizione e ottenere il pagamento, di accantonare le vie bonarie e rivolgersi ad un legale che potrà procedere ad iscriverla tra i creditori privilegiati per ottenere le somme spettanti. Non sarà velocissimo ma il tribunale contatterà il responsabile della liquidazione e provvederà a farla inserire tra coloro che hanno diritto al pagamento tramite fondo fi Garanzia dell’Inps.