TFR o buonuscita, errori per i dipendenti di Poste Italiane con “disparità di trattamento”

TFR o buonuscita, errori per i dipendenti di Poste Italiane, ingiustizia e disparità di trattamento, ecco come affrontare il problema.

Spett/le Redazione, mi chiamo M. C., sono un pensionato ex dipendente di Poste S.p.A, mi rivolgo a lei per una questione riguardante l’Agenzia delle Entrate di Bari, ma che riveste  una problematica di carattere Nazionale, questi i fatti: Noi dipendenti di Poste, eravamo fino alla data del 28/02/1998 cosiddetti “Pubblici” e quindi economicamente soggetti alla “Indennità di Buonuscita“, successivamente, dal 01/03/1998 Poste si trasforma in S.p.A senza pur tuttavia interrompere il nostro rapporto di lavoro,  e di conseguenza sempre economicamente nonché giuridicamente ci spetta il T.F.R.

Dipendenti Poste Italiane e incentivo all’esodo

Ora, dal momento in cui il dipendente lascia il servizio, in moltissimi casi anche con un “Incentivo all’Esodo” – trascorsi 4 anni l’Agenzia delle Entrate comunica al pensionato, in base alle leggi fiscali, il prospetto della tassazione separata riguardante il ricalcolo dell’Irpef (considerando i redditi degli ultimi 5 anni) sul TFR  ed altri emolumenti, tra cui l’incentivo economico all’esodo, che di solito (quasi sempre),   è a “Debito”, così che di conseguenza da bravi contribuenti effettuiamo il versamento dovuto con l’ F24.

Prospetto dell’AdE con errori rilevanti

Ora, alcuni mesi or sono un nostro collega D. D. C., esaminando bene il Prospetto che l’AdE ci invia per il pagamento, ha notato 2 errori essenziali, riguardante solo noi di Poste, di conseguenza li ha eccepiti presso l’ufficio di quella città, i responsabili dopo aver esaminato i documenti a supporto della richiesta di ricalcolo del mio collega hanno così corretto quegli errori, (i quali comportavano un risparmio nel suo caso di circa 3 mila euro).

Disparità di trattamento

Così hanno corretto gli errori le rimanenti città della Toscana, e non solo anche città quali: Venezia, Cagliari, Perugia e Monfalcone (GO), ma NON così tutte le rimanenti città d’Italia, difatti queste AdE come nel mio caso di Bari, non riconoscono quegli errori, difatti recatomi il giorno martedì 12/febbraio presso l’AdE di Via Amendola a Bari, e confrontandomi con ben 4 impiegati responsabili dei Rimborsi Irpef, mi hanno risposto che loro hanno agito in base ai dati forniti da Poste S.p.A, e che dovevo (secondo loro) farmi rilasciare da Poste una dichiarazione a supporto delle mie/nostre rivendicazioni.

A nulla è valso ribadire che abbiamo già prodotto tale documentazione a supporto delle domande di rimborso, inoltre, ho chiesto loro: Ma le altre AdE che hanno riconosciuto gli errori e rimborsato o ricalcolato le cifre….lo hanno fatto per beneficenza?! Risposta: possono aver sbagliato…ed io: posso capirne una, ma non 10 AdE. Inoltre ho fatto notare loro, che le altre AdE hanno semplicemente applicato la Circ. 29/2001,..nulla un muro.

Pensionato Poste S.p.A.: frustrazione e sconforto

Questo è tutto, sono uscito da quell’ufficio con un forte senso di frustrazione, dovuto anche al fatto che a tutt’oggi non ho ancora avuto riscontro ad un mia mail inviata il 2 febbraio scorso al nuovo Direttore Centrale dell’AdE di Roma, il quale se vuole emana una semplice Circolare interna esplicativa per uniformare tutte le Agenzie d’Italia.

Questa la ritengo una palese “Disparità di Trattamento” con evidente violazione dell’Art. 3 della Costituzione, e pertanto mi chiedevo se lei mi/ci potesse aiutare a risolvere questa ingiustizia, in attesa di un suo riscontro, le porgo i miei più cordiali saluti.

Ricorso in autotutela per far valere i propri diritti

Avevo consigliato di esercitare il ricorso in autotutela che permette ad ogni cittadino di ottenere l’annullamento di un atto emesso da una pubblica autorità senza dover ricorrere ad un avvocato.

Giustamente il lettore mi ha fatto notare che nel caso specifico trattasi di “richiesta di “Rimborso” in quanto, l’esercizio di Autotutela serve a far correggere un atto appena ricevuto, mentre io ed altri colleghi abbiamo già pagato ciò che ci venne erroneamente chiesto alcuni anni fa, e comunque per la richiesta di rimborso siamo nei termini dei 48 mesi”. 

Quindi, per chi si  trovasse in questa situazione può esercitare la richiesta di rimborso nei termini.

Per una risposta dei nostri esperti scrivi a [email protected]
I nostri esperti risponderanno alle domande in base alla loro rilevanza e all'originalità del quesito, rispetto alle risposte già inserite in archivio.

Angelina Tortora

Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”