TFR: quando si prescrive e cosa fare se l’avvocato non osserva gli obblighi

Tempi di prescrizione del TFR e cosa fare quando l’avvocato non osserva gli obblighi normativi.

Salve, vi scrivo perché ho appena finito di leggere una vostra lettera riguardo il TFR e le scadenze. Nel 2012 la mia ex ditta mi ha licenziato senza giusta causa, dall’oggi al domani mi sono rivolta ai sindacati che mi hanno presentato un avvocato, la quale non ha conclusa niente, o meglio diceva all’epoca che avrei avuto diritto a 3 mensilità e al TFR ma di tutto ciò non ho più saputo nulla. Adesso siamo nel 2019 (In questi anni sono successe un po’ di cose con l’ex ditta) e tramite un altro avvocato ho fatto contattare l’avvocato del 2012 ma lei ha buttato via tutta la mia documentazione. Due domande anche se sono passati tutti questi anni potrò avere qua che possibilità nel recuperare il mio TFR?

Seconda domanda è possibile che un avvocato possa buttare via tutte le mie buste vecchie con tanto di busta del TFR?  Nell’attesa di una vostra risposta vi mando i miei più cordiali saluti.

Prescrizione TFR

Il TFR si prescrive in cinque anni, che decorrono dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. È possibile interrompere la prescrizione e farla decorrere nuovamente con atto di riconoscimento del debito, firmato e datato dal datore di lavoro (art. 2994 del c.c.).

Per effetto dell’interruzione si inizia un nuovo periodo prescrizione (art. 2495 del c.c.).

Quindi, in base al quesito posto, bisogna capire che cosa abbia fatto il primo avvocato se ha innescato il meccanismo di interruzione di prescrizione. Se ciò non fosse successo, le ha diritto al TFR in cinque anni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Lei sicuramente ha firmato un mandato all’avvocato. Ha tutto il diritto di chiedere spiegazioni sull’operato svolto.

Obbligo di restituzione dei documenti

L’art. 33 prevede che l’avvocato restituisca gli atti e documenti ricevuti dal cliente per poter espletare l’incarico. Inoltre, anche se il cliente non ha pagato la parcella dell’avvocato, la documentazione dovrà essere consegnata lo stesso. La normativa prevede che la restituzione della documentazione non è subordinato al pagamento. L’avvocato può conservare la documentazione in copia anche senza il consenso del cliente. 

Se l’avvocato viola il dovere di cui al comma 1, questo comporta l’applicazione della sanzione disciplinare dell’avvertimento. La violazione del divieto di cui al comma 2 comporta l’applicazione della censura. (Ai sensi degli artt. 2235 c.c., 42 Codice Deontologico (ora: 33 ncdf), 66 RDL n. 1578/1933).

In tal senso si è espressa anche la Corte di Cassazione con la sentenza numero 2408 del 17 novembre 2011.

Conclusione

Il mio consiglio e di illustrare al nuovo avvocato tutta la situazione e con lui decidere la strada da intraprendere, anche in virtù degli obblighi del primo avvocato, che in questo caso rischia la censura dalla professione. 

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Angelina Tortora

Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”