TFS adesso per curarmi, non posso aspettare 6 anni, dopo sarà troppo tardi

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12/11/2019

Anticipo TFS per i dipendenti pubblici, una misura in blocco senza spiegazioni: lettera di protesta di una nostra lettrice.

TFS adesso per curarmi, non posso aspettare 6 anni, dopo sarà troppo tardi

Arrivano numerose proteste dei dipendenti pubblici usciti dal lavoro in anticipo, con la speranza di ricevere il TFS come stabilito nella misura inserita nel Decreto legge n. 4/2019. Ricordiamo che ad oggi la misura è ferma e non si conoscono le motivazioni. Vi proponiamo una lettera di protesta di una nostra lettrice.

Anticipo TFS: lettera di protesta

Sono un’insegnante di scuola primaria in pensione dal 1°settembre 2019, ho scelto di fruire della quota 100  di cui 39 anni di servizio e 65 anni di età.La mia scelta è legata a motivi seri di salute, tanto che avevo anche presentato richiesta di anticipo pensionistico APE SOCIAL in quanto invalida al 75%.

Infine, poiché rientravo nella quota 100, l’altra domanda è stata accantonata.

Ebbene, vorrei sottolineare che i dati di cui sopra sono dati oggettivi, matematici che potranno far  parte di una statistica nazionale e potrebbero riguardare qualsiasi docente, ma la valutazione su cui vi chiedo grande  attenzione sta nella seguente riflessione: ho lavorato per quasi 40 anni con l’entusiasmo del primo giorno dando il meglio di me, rendendo il mio lavoro un atto d’amore verso il prossimo, cittadini da aiutare a crescere secondo i valori più alti del rispetto delle diseguaglianze, delle individualità, della creatività e dei principi della nostra democrazia.

In molti mi suggerivano di andare avanti per altri due anni per poter fruire dei vantaggi economici legati al massimo del servizio, utilizzando tutte le forme di congedo che il contratto di lavoro e le normative vigenti mi potevano consentire, ma in virtù di quei principi ortodossi a cui ho dedicato la mia vita professionale e personale, ho accettato di accontentarmi di una remunerazione più penalizzante.

Adesso è il momento di chiedervi un contributo a un pensiero di grande pentimento rispetto alla scelta fatta dal momento in cui non c’è all’orizzonte la speranza di riscuotere il proprio TFS a cui legittimamente ho e abbiamo diritto.

A me queste somme servono adesso e non fra 6 anni, può darsi che non ne avrò più bisogno, potrei non esserci più, queste somme mi servono ADESSO per curarmi e vivere in modo adeguato la mia condizione.


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È semplicemente scandaloso e vergognoso essere usurpati di qualcosa che ti appartiene di diritto, mi chiedo quale sia il nostro Stato di diritto.

Riconoscente per il vostro contributo all’informazione, cordiali saluti

G. P.

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