TFS: alcune considerazione sul calcolo e sull’imposizione fiscale

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30/11/2019

Il tanto atteso anticipo TFS si configura in un vero e proprio contratto di finanziamento: alcune considerazioni e calcolo.

TFS: alcune considerazione sul calcolo e sull’imposizione fiscale

Il tanto atteso anticipo TFS si configura in un vero e proprio contratto di finanziamento. Il rimborso del TFS o TFR è effettuato in base alla disciplina della cessione di credito, e avviene direttamente dall’ente erogatore mediante versamento alla banca. Come tutti i finanziamenti l’anticipo TFS non è a costo zero, prevede un tasso d’interesse annuo a carico del soggetto finanziario comprensivo di eventuali oneri. Il finanziamento sarà esente da imposta di bollo e dall’imposta di registro e da qualsiasi imposta di registro, diritto o tributo. Il beneficiario dovrà pagare gli interessi agevolati alla banca, che sono fissati mensilmente dall’ultimo Rendistato pubblicato dalla Banca Italia, gravato dallo 0,30 per cento.

Agevolazione aliquota Irpef

Il Dpcm disciplina l’anticipo TFS e prevede una riduzione dell’aliquota Irpef. La riduzione è applicabile alle somme percepite a titolo di anticipo fino a 50.000 euro. Questa misura è già prevista per tutti i pensionati con Quota 100 (Decreto-legge 4/2019) a seconda dell’entità temporale dello slittamento.

Per approfondimenti: Anticipo TFS: beneficiari, finanziamento, calcolo, interessi e aliquota Irpef (guida completa)

TFS: considerazioni

Un lettore ci pone alcune considerazioni sul calcolo e sull’imposizioni fiscali, abbiamo deciso di pubblicarle.

Salve,

Ancora una protesta per la mancata attuazione dell’anticipo decreto-legge n. 4/2019 per TFS/IPS?

No. Solo alcune considerazioni:

Il TFS e qualsiasi tipo di indennità similare, sono composti da contribuzioni del lavoratore e del datore di lavoro.

https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=49913


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Poniamo l’esempio di un dipendente degli Enti locali IPS:

2,5% a carico del lavoratore

3,6% a carico datore di lavoro (contribuzione differita)

totale 6,1%

Stato TFS:

2,5% a carico del lavoratore

7,1% a carico datore di lavoro (contribuzione differita)

Totale 9,6%

La Corte costituzionale ha stabilito, con recente delibera, che la norma che prevede il pagamento differito di quanto spetta sia ammissibile.

Non ha però tenuto in considerazione che la quota del dipendente è trattenuta direttamente dalla busta paga mensile, quindi sottratta anticipatamente dal reddito corrente.

La logica vorrebbe che almeno questa parte della “liquidazione” venisse corrisposta immediatamente, non trattandosi di una retribuzione differita.

Ovvero, se un dipendente Enti locali dovesse avere 50.000 euro netti di trattamento IPS, dovrebbero essere liquidati subito: 50000:6,1×2,5= 20.490. I restanti 29.510, secondo le disposizioni attuali.

Per un dipendente dello stato: 60.000:9,6×2,5= 15.625. I restanti 44.375, secondo le disposizioni attuali.

Inoltre, quanto dovuto della quota “lavoratore”, in caso di anticipo TFS/IPS di cui al decreto-legge n. 4/2019, non dovrebbe essere soggetto ad alcun interesse passivo.

Saluti

Antonio

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