TFS dipendente statale: i 24 mesi di attesa non bastano

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04/11/2019

TFS dipendenti pubblici: i 24 mesi di attesa no sono sufficienti ed è necessario aggiungere anche i 3 mesi che impiega l’INPS per la gestione della pratica.

TFS dipendente statale: i 24 mesi di attesa non bastano

Abbiamo affrontato in diversi articoli la tematica inerente la liquidazione del TFS dei dipendenti della pubblica amministrazione constatando quanto i tempi di attesa siano lunghi e, a volte, snervanti. Nel particolare, oggi, cercheremo di rispondere al dubbio sorto ad un lavoratore del comparto scuola.

Liquidazione TFS dipendente pubblico

Un nostro lettore, docente di scuola pubblica, ci scrive:

Sono una insegnante di scuola primaria statale, andata in pensione dall’1/09/2017.Non ho ricevuto nessuna comunicazione rispetto al mio Tfs. Cosa posso fare? Ho telefonato all’INPS  e mi hanno detto che non c’è nessun mandato di pagamento, sono passati due anni, cosa devo aspettare? 

Vi ringrazio per la vostra attenzione
 
Com’è nota per poter ricevere la liquidazione del TFS dopo dimissioni per accedere alla pensione anticipata è necessaria un’attesa di almeno 24 mesi (soltanto per accedere alla pensione di vecchiaia o per cessazione del rapporto di lavoro per raggiunti limiti di età, infatti, il TFS viene erogato non prima di 12 mesi). 
La normativa di riferimento, però, non specifica che alla scadenza del 24esimo mese il TFS entra in liquidazione ma specifica che non sarà erogato “prima di 24 mesi”.
Ai 24 mesi di attesa, poi, bisogna aggiungere, in ogni caso, i 90 giorni che impiega l’INPS per la gestione della pratica e per la messa in pagamento delle somme spettanti.
 
Nel suo caso, avendo interrotto il rapporto di lavoro il 31 agosto 2017, calcolando i 24 mesi più i 3 mesi necessari all’INPS direi che la liquidazione della prima rata del TFS non avverrà prima della fine dell’anno. E non è detto che i tempi siano proprio questi ma per ulteriori ritardi le saranno dovuti interessi sulle somma dovute e non erogate.