TFS dipendenti pubblici: la certezza del diritto inesistente

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21/04/2020

Dopo oltre un anno che è stata emanata una Legge dello Stato, la certezza del diritto alla fruizione dell’anticipo del TFS, ad oggi i pensionati non possono godere di questo diritto.

TFS dipendenti pubblici: la certezza del diritto inesistente

TFR o TFS dipendenti pubblici, ci è arrivata una mail pec in redazione dopo la pubblicazione di una lettera di un pensionato (ex dipendente pubblico), che dal 2019 chiede che gli venga riconosciuto la “buonuscita”. Di seguito la lettera del nostro lettore, che ha provveduto ad inviarla a molte testate giornalistiche nella speranza che venga pubblicata. 

TFS dipendenti pubblici: il diritto negato

Mi permetto di evidenziare agli Organi in indirizzo quanto di seguito riportato, inoltrando  anche il link dell’articolo: TFS dipendenti pubblici: una grande ingiustizia senza fine , per evidenziare la “bontà” della notizia.

Comprendo che il momento ( storico ) che stiamo attraversando possa portare in secondo piano tutto il resto, purtuttavia, ciò non significa che il Paese Italia ed i suoi cittadini non possano, anzi non debbano, pensare di andare avanti con la loro vita.

Questo brutto e doloroso momento, comunque, passerà e noi tutti dovremo, allora, competere con la realtà che ci si parerà dinanzi.

Gli Organi in indirizzo sono consapevoli che il nostro vivere quotidiano si basa, in primis, dalla certezza del diritto in quanto il diritto è certezza ed è inteso come regola del vivere civile che si forma proprio per dare certezze al Popolo governato.

Orbene, circa un anno fa, dapprima tramite il Governo, con il Decreto Legge n. 4/2019 e, successivamente tramite  il Parlamento, in Italia, e per i suoi Cittadini, è stata introdotta la possibilità, con la Legge 28 marzo 2019, n. 26, di pensiornarsi, valutando anche la possibilità di poter richiedere un anticipo della propria buonuscita, entro 75 giorni dalla cessazione dal servizio, fino ad un massimo di 45 mila euro, che per i dipendenti pubblici, in alcuni casi, potrebbe consistere, addirittura, aspettando ben oltre 6-7 anni.

Ad oggi, nonostante sia passato oltre un anno dalla Legge n. 26 del 28 marzo 2019, tutto ciò è inibito a coloro che hanno preso le loro decisioni di andare in pensione con la cd. Quota 100 in quanto la Legge è inapplicabile.

Non so che aggiungere a coloro che in Italia dovrebbero garantire, dopo oltre un anno che è stata emanata una Legge dello Stato, la certezza del diritto.

Con Osservanza.

O. P.

(un cittadino andato in pensione con la cd. Quota 100 sulla base delle proprie valutazioni fatte in relazione, anche, della Legge della Repubblica Italiana del 28 marzo 2019, n. 26 )