TFS in attesa da 4 anni, ma esiste una data certa per il pagamento?

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18/04/2020

Trattamento di fine servizio (TFS) o fine rapporto (TFR) in attesa da quattro anni, esiste una data certa in cui è possibile percepire il dovuto?

TFS in attesa da 4 anni, ma esiste una data certa per il pagamento?

Il trattamento di fine servizio (TFS) per i dipendenti pubblici è un’odissea senza fine. Una lotta arrivata nelle aule della Corte Costituzionale per la sua incostituzionalità, ma che non ha avuto un esito positivo. Successivamente nel decreto legge n. 4/2019, viene prevista una misura per anticipare il TFS o TFS ai pensionati Quota 100 e anticipata, ma la misura tra un blocco e l’altro non va avanti. Fino ad arrivare a 10 giorni fa che finalmente l’Inps pubblica il messaggio n. 1517 del 7 aprile 2020, con cui comunica alle sedi di prepararsi a gestire e fronteggiare l’entrata in vigore della norma di anticipo TFS o TFR dipendenti pubblici. Visto l’enorme ritardo, la domanda sarà massiccia e anche gli adempimenti burocratici  a proprio carico. Con questo messaggio l’Inps comunica che a breve finalmente la norma andrà in vigore a tutti gli effetti.

TFR o TFS: attesa da 4 anni e nessuno spiraglio

Una lettrice ci ha scritto una lettera che vi proponiamo e che evidenzia come la legge Fornero ha messo in ginocchio tanti lavoratori, beffati successivamente dalla mancata fruizione del trattamento di fine servizio. 

Buonasera,

sono ex pubblica dipendente (dunque Ex INPDAP) collocata a riposo per effetto della VI salvaguardia, a decorrere dal 20/12/2015, con 41 anni e 3 mesi di ruolo e 61 di età anagrafica. Sono infatti entrata nella pubblica amministrazione a 20 anni d’età nel 1974 e, se non fosse stato per la legge Fornero, sarei dovuta uscirne con l’intero sistema retributivo a 60 anni d’età anagrafica + 40 di servizio. Insomma, l’ormai arcinota quota 100.

La penalizzazione per l’uscita “anticipata” dal servizio (ma solo di pochi mesi,  per effetto della VI salvaguardia avendo dovuto assistere mia madre malata di cancro e beneficiando della l. 151/01, più le “festa” fattami dalla Fornero – metà liquidazione con il sistema contributivo e metà co il retributivo -) mi è costata la bellezza  di una sciocchezzuola di 7/8 mila euro circa sul TFS. Ma tant’è. Non avevo altra scelta che assisterla, se non volevo farla morire in qualche struttura che ne avrebbe solo affrettato la fine. Ma questo sarebbe, si fa per dire,  il meno. Ho ricevuto la 1 tranche del TFS dopo 24 mesi d’attesa, il 7/2/2018. Sempre secondo la normativa tuttora vigente (infatti, questo trattamento privilegiato della liquidazione a rate è riservato solo ai dipendenti  pubblici, non ai privati e neppure agli insegnanti), avrei dunque dovuto ricevere la 2 tranche dopo ulteriori 12 mesi d’attesa, vale a dire già dal 7/2/2019.


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Ebbene, incredibile a dirsi, ma a quasi 4 anni dalla mia uscita dal lavoro, nonostante estenuanti telefonate, letteracce di protesta e solleciti all’INPS, NESSUNO degli appartenenti a questo maledetto ente mi fa sapere IN QUALE DATA CERTA AVRO’ IL RESTO DEI MIEI SOLDI. SO DI SICURO che costoro hanno tutti i pagamenti calendarizzati, e dunque sarebbe un gioco da bambini prenderne visione e comunicare la data agli sfortunati di turno, come sarebbe loro diritto e secondo quanto previsto dalla legge.

Sicuramente, se fossi stata una cittadina nigeriana, o abissina, o eritrea, questa disavventura sarebbe già finita sulle prime pagine dei giornali scatenando l’indignazione generale. Ma siccome sono italiana, e con l’aggravante di essere stata pure una dipendente pubblica, nessuno si degna di darmi risposte precise, ma solo di rimandarmi , di settimana in settimana, Al prossimo sollecito, al prossimo reclamo.

Ho urgenza di avere i miei soldi perché, come tutti gli italiani onesti che per questo motivo se la passano male, ho IMPEGNI PRESI E SCADENZE DA RISPETTARE.

Pertanto Vi chiedo: cosa devo fare, per ottenere il dovuto restante? Suicidarmi? Dare fuoco all’INPS? Intentare una causa legale che andrebbe avanti per anni senza considerare l’assurdità della situazione: PAGARE UN AVVOCATO PER AVERE I CONTRIBUTI VERSATI IN PIU’ di  41 ANNI DI LAVORO???? Servirebbe a qualcosa?

Insomma: come dobbiamo tutelarci, noi cittadini ITALIANI, che non abbiamo lavorato in nero ma  versato i contributi per tutta la vita???

Grazie

Da un decreto all’altro si spera in una soluzione

Lei ha ragione e questa situazione dura da troppo tempo anche considerando l’emergenza da coronavirus e le difficoltà economiche in cui vivono i cittadini. Si spera che tra un decreto e l’altro, si pensi anche di trovare una soluzione per risolvere il grosso divario tra dipendenti pubblici e privati  e fare in modo che il trattamento di fine servizio o fine rapporto venga riconosciuto nei tempi giusti. 


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