TFS: trattamenti iniqui tra pubblici e privati, si chiede il rispetto di un diritto Costituzionale

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11/11/2019

Anticipo TFS dipendenti pubblici nel Decreto legge n. 4/2019: un ex dipendente del Pubblico impiego fortemente arrabbiato!

TFS: trattamenti iniqui tra pubblici e privati, si chiede il rispetto di un diritto Costituzionale

Vi proponiamo una lettera di protesta di un nostro lettore sul TFS dipendenti pubblici e sulla mancanza di informazioni sulla misura di anticipo inserita nel Decreto legge n. 4/2019. Ricordiamo che il decreto prevede l’anticipo TFS per i dipendenti pubblici fino a 45.000 euro con un tasso agevolato. Ad oggi, questa misura è stata più volte sospesa e al momento non si conosce il suo esito. Noi come redazione abbiamo promesso ai tanti lettori che ci seguono, di far ascoltare la loro voce. Quindi, pubblicheremo tutte le lettere che arriveranno in redazione attraverso i nostri canali, per rafforzare la legittimità di un diritto acquisito con anni di lavoro. 

TFS: trattamenti iniqui tra pubblici e privati

Spett. Redazione buongiorno;

Sono un dipendente dello Stato, dopo aver prestato per 39 anni, anzi 40, perché 1anno  è relativo al servizio militare obbligatorio che nell’occasione mi ha precluso la possibilità di accettare in giovane età l’assunzione  presso una Ditta multinazionale della Chimica, finalmente, riesce ad andare in pensione. 

Scrivo questa mia lettera per chiedere se il Governo sta disattendendo solamente l’art 23 della legge n. 26 del 28/3/2019, (anticipo TFR per i dipendenti pubblici), in barba alla realizzazione di tutto il restante articolato (Reddito di cittadinanza previsto per tutti i cittadini).

Ora vista questa discriminazione operata dalla Stato Italiano che di fatto applica una norma di Legge in maniera discrezionale con trattamenti iniqui tra (cittadini privati e pubblici dipendenti), mi chiedo se viviamo veramente in uno Stato di diritto oppure  in un regime Monocratico dove solo un soggetto decide il da farsi secondo le opportunità del caso.


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In qualità di dipendente pubblico ho sempre cercato di prestare il mio lavoro considerandolo come un Servizio a favore della collettività e ora mi aspetto che lo Stato mi consideri come tutti gli altri cittadini  e pertanto applichi nei mie confronti la Legge nel pieno delle sue articolazioni.

Mi chiedo a chi dovrei rivolgermi per avere riconosciuto un semplice diritto Costituzionale e cioè il rispetto della Legge, in un Paese perbene non sarei trattato come suddito da politici e burocrati indifferenti e lontani dai bisogni veri dei cittadini, ci fosse un parlamentare o un partito o un sindacato (dove sono finiti?), che si facesse carico di tale insopportabile ingiustizia! Quando si occupano le poltrone, ci si dimentica di chi vive con  fatica e attende il riconoscimento di un diritto, alla faccia del Popolo sovrano!!!.

Un ex dipendente del Pubblico impiego fortemente arrabbiato!!!!!!