Totalizzazione dei contributi: eccovi tutti i dettagli

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09/02/2020

La totalizzazione si applica alla pensione di vecchiaia, anzianità, inabilità e ai superstiti, riunendo i contributi in fondi diversi senza costi aggiuntivi

Totalizzazione dei contributi: eccovi tutti i dettagli

La totalizzazione dei contributi consente di ottenere un unico assegno pensionistico avendo versato contributi in gestioni differenti, un po’ come la ricongiunzione dei contributi ma con due importanti differenze: la totalizzazione è gratuita e i contributi rimangono accreditati presso le gestioni originarie. Ciò significa che l’assegno è calcolato sommando le singole quote di pensione in base alle regole di ciascuna gestione di riferimento. Con la totalizzazione possono essere calcolate le pensioni di vecchiaia, anzianità, inabilità e ai superstiti e ne possono usufruire tutti i lavoratori dipendenti, autonomi e libero professionisti.

Chi può totalizzare?

I lavoratori interessati non devono essere già titolari di pensioni e devono essere iscritti a:

  • forme sostitutive, esclusive o esonerative dell’AGO
  • almeno una forma di assicurazione per la vecchiaia, l’invalidità o per i superstiti
  • forme pensionistiche obbligatorie gestite da enti previdenziali privatizzati per chi fa parte di albi o elenchi professionali
  • fondo di previdenza per il clero secolare e per i ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica
  • Gestione Separata

Inoltre, il lavoratore non deve aver effettuato la ricongiunzione dei periodi assicurativi dopo il 3 marzo 2016. Ci sono poi altri requisiti che variano in base alla tipologia di pensione da totalizzare e che vi illustriamo qui di seguito.

Quali sono i trattamenti erogabili in totalizzazione?


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Uno dei trattamenti previsti è la pensione di vecchiaia, per la quale dal 2020 sono necessari 66 anni di età e 20 anni di contributi e va aspettata una finestra di 18 mesi. Per quella di anzianità invece vanno versati 41 anni di contributi (sono esclusi dal calcolo quelli figurativi) e vanno rispettati i requisiti previsti eventualmente dai singoli ordinamenti per accedere alla pensione di vecchiaia. Per chi ha maturato i requisiti da dopo il 2014, la finestra da aspettare è di 21 mesi. 

Per quanto riguarda il trattamento di inabilità assoluta e permanente vanno rispettati i requisiti richiesti dalla forma pensionistica a cui si è iscritti e quelli di assicurazione e contribuzione, oltre che i requisiti sanitari previsti dalla legge 222/1984. La decorrenza avviene dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. 

Infine, la totalizzazione è applicabile anche alla pensione ai superstiti anche nel caso in cui il lavoratore sia deceduto senza aver acquisito il diritto alla pensione. I requisiti necessari sono quelli di assicurazione e contribuzione e quelli richiesti dalla forma pensionistica a cui era iscritto il defunto. La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso.

Come si calcola l’importo?

L’assegno è calcolato sommando le singole quote di pensione in ogni gestione secondo le loro modalità e in base all’anzianità contributiva. Il sistema utilizzato è quello contributivo, eccetto che per i lavoratori che hanno raggiunto i requisiti per la pensione in una delle gestioni prima del 1996, per i quali si adotta il sistema retributivo/misto.

Come fare domanda per la totalizzazione?


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Gli assicurati o i superstiti aventi diritto devono presentare la domanda presso l’Ente che ha accreditato al lavoratore l’ultima contribuzione, indicando tutti gli enti presso cui sono stati versati i contributi.

Alcune precisazioni sulla totalizzazione

Essendo trattamenti pensionistici per cui vengono considerati i contributi, alle pensioni calcolate in regime di totalizzazione è applicata l’Irpef. Inoltre, sono previste la concessione dei trattamenti di famiglia e l’applicazione delle trattenute sindacali e degli aumenti a titolo di rivalutazione automatica delle pensioni. Non vengono effettuate le trattenute per redditi da lavoro autonomo o indipendente e non viene riconosciuta l’integrazione al trattamento minimo. Precisiamo infine che, se i requisiti di reddito sono rispettati, vengono concesse delle maggiorazioni sociali a condizione che almeno una delle quote che compongono la pensione sia a carico della gestione a cui la maggiorazione è destinata.