Tredicesima colf e badanti: non a tutti spetta, ecco perchè

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09/12/2019

Tredicesima per colf e badanti: ecco come calcolare l’importo spettante, ma il lavoro nero aumenta e si intensificano i controlli

Tredicesima colf e badanti: non a tutti spetta, ecco perchè

In arrivo la tredicesima per colf e badanti nel mese di dicembre, come  previsto dal contratto collettivo dei collaboratori domestici. Colf e badanti riceveranno la tredicesima poco prima di Natale.

Tredicesima: l’importo per colf e badanti

La tredicesima corrisponde a una mensilità aggiuntiva e per colf e badanti è di circa un dodicesimo della retribuzione percepita annualmente. Nel caso in cui i collaboratori domestici prestano servizi in più famiglie, il calcolo della tredicesima spetta ai diversi datori di lavoro in base alla retribuzione oraria e all’orario lavorativo prestato presso le loro famiglie.

Tredicesima per colf e badanti: il calcolo

Il calcolo della tredicesima per i collaboratori domestici si effettua in modo diverso, in base al tipo di pagamento stabilito per la retribuzione: oraria o mensile.

Per colf o badanti assunti a ore, il calcolo della tredicesima si esegue con la seguente modalità: l’importo della paga oraria si moltiplica per il numero di ore di lavoro svolte ogni settimana, il risultato si moltiplica per 52 (numero totale di settimane) e di seguito il risultato si divide per 12 ottenendo l’importo della tredicesima.

Per colf o badanti assunti a tempo pieno, la tredicesima corrisponde a una mensilità ma se i collaboratori domestici sono stati assunti durante l’anno, per il calcolo della tredicesima si procede in questo modo: moltiplicare la retribuzione mensile per il numero di mesi di lavoro effettivamente effettuati e dividere il risultato per 12, ottenendo l’importo della tredicesima spettante.

Colf e badanti: evasione

In questi ultimi anni si è registrato un calo del numero di colf e badanti in regola. Andrea Zini, vice presidente di Assindatcolf, dichiara che sono più di 210mila posti di lavoro perduti a causa di una gestione politica che non valorizza questa forma di lavoro, provocando contemporaneamente il diffondersi del lavoro nero ad altissime percentuali. Infatti, 6 domestici su 10 sono irregolari, cioè 1,2 milioni di lavoratori.

Controlli della Guardia di finanza

Di conseguenza si ha anche una crescita esponenziale dell’evasione fiscale per colf e badanti, nonostante i controlli della Guardia di Finanza, insieme all’Agenzia delle Entrate e all’Inps.

Gli enti utilizzano per stanare gli evasori diversi strumenti di controllo, come il redditometro e la Super Anagrafe dei Conti.

Grazie al consulto dei dati presenti nell’archivio di Agenzia delle Entrate e Inps, da parte della guardia di finanza si riesce a individuare i lavoratori che non inoltrano la dichiarazione dei redditi o dichiarano meno di quanto guadagnano. Inoltre, da questi controlli incrociati si riesce anche a individuare cittadini, che non presentano la dichiarazione dei redditi e inviano denaro all’estero.

L’Agenzia delle Entrate, invece, utilizza il Redditometro per individuare chi non paga le tasse. I controlli fiscali si innescano quando risulta che un contribuente spende più del 20% di quello che guadagna. Le spese poste sotto la lente d’ingrandimento sono i consumi, gli investimenti e i risparmi.


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