Utilizzo contante: per chi non rispetta i limiti multe da 3mila a 50mila euro

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15/01/2020

éer chi sbaglia nell’utilizzo dei contanti dal 1 luglio multe salatissime sa 3mila e 50mila euro. Ecco quali operazioni sono escluse dal limite.

Utilizzo contante: per chi non rispetta i limiti multe da 3mila a 50mila euro

Il 2020, anche se non da subito, porta importanti novità anche sull’utilizzo del contanti. Fino al 30 giugno 2020, infatti, il limite dei pagamenti in contanti è di 3000 euro, dal 1 luglio passerà a 2000 euro. Dal 1 gennaio 2022, infine, il limite del pagamento in contanti dovrebbe passare a 1000 euro. Cosa succede a chi non rispetta questi limiti?

Multe per uso contanti

A chi sbaglia nell’utilizzo del denaro contanti arriveranno sanzioni non indifferenti. A stabilirlo la Legge di Bilancio 2020. I pagamento con denaro contante saranno monitorati dal Fisco e dal 1 luglio qualsiasi pagamento che superi i 2000 euro dovrà essere tracciabile. Dal 1 luglio qualsiasi errore costerà molto cari visto che la sanzioni stabiliti per la violazione dell’utilizza del contante va da 3mila euro per arrivare fino a 50mila euro. La violazione riguarda sia chi paga che chi accetta il pagamento in contanti superiore al limite stabilito.

La sanzione, inoltre, potrebbe riguardare anche eventuale donazione o prestiti di denaro fatti a parenti senza l’utilizzo dei pagamenti tracciabili. Se si vogliono prestare soldi ad un parente bisognerà farlo con bonifico e non con denaro contante. Stessa procedura anche per le donazioni superiori ai 2000 euro.

Sono salvi, al momento, i versamenti sul proprio conto corrente o libretto di risparmio o i prelievi effettuati dal proprio conto corrente. Le operazioni di cassa sui propri conti  correnti e sui propri libretti di risparmio, infatti, non rientrano nel trasferimento di denaro tra soggetti diversi.

Ricordiamo, inoltre, che già dal 1 luglio 2018 è vietato il pagamento degli stipendi, qualsiasi sia l’importo, con i contanti: i dipendenti subordinati, i collaboratori e soci di cooperativa, quindi, dovranno ricevere i propri compensi con pagamenti tracciabili: bonifici bancari o postali, assegni bancari o postali (effettuati con versamento allo sportello di contanti). Le direttive sul pagamento dell stipendio in vigore dal 2018, in ogni caso, non includo i rimborsi per le spese di trasferta e gli anticipi delle spese da effettuare per il datore di lavoro.


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Bisogna, quindi, fare molta attenzione con l’utilizzo dei contanti e con il rispetto dei limiti stabiliti dalla legge visto che le sanzioni erogate a partire dal 1 luglio 2020 potrebbero essere davvero salate.