Vaccinazioni e caos elettorale, i politici non sono informati

-
20/01/2018

L’elezioni al 4 marzo si avvicinano e i politici parlano di vaccinazioni, non sono informati e creano caos.

Vaccinazioni e caos elettorale, i politici non sono informati

Vaccinazioni, morbillo, epidemia, sono le parole che ultimamente si sentono in TV in riferimento alle nuove elezioni che si terranno il 4 marzo. Oltre a regnare una grande confusione, anche le informazioni riportate sono confuse e imprecise.  Cerchiamo di capirci qualcosa.

Elezioni 2018 e vaccinazioni, morbillo

L’Aduc in un comunicato riporta i casi di morbillo nel 2017, ed esattamente:

  • in Italia, sono stati 4.985;
  • con una copertura dell’84%, insufficiente a garantire l’immunità di gregge che dovrebbe raggiungere il valore del 95%.

Questi dati sono stati divulgati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), l’agenzia della Ue che si occupa della sorveglianza delle malattie infettive in Europa.

Il morbillo

E’ una malattia infettiva causata da un virus, è molto contagiosa, e oltre manifestarsi con un’eruzione cutanea, può avere delle complicazioni quali:  l’otite, la laringite, la diarrea, la cecità, la polmonite, l’encefalite e nei casi più gravi la morte.

I parlamentari

Il 4 marzo saremo chiamati alle urne, e i parlamentari in particolare Luigi Di Maio (M5S) e Matteo Salvini (Lega), parlano spesso dei vaccini. Arrivano notizie distorte agli utenti.

Quando si parla di percentuale dei vaccini nel nostro Paese, si deve considerare che la percentuale è di copertura è bassa in Italia e non bastano le raccomandazioni a farle, occorre l’obbligo.

L’Aduc nel comunicato recita: “il candidato Di Maio suggerisce 4 vaccinazioni obbligatorie, da aumentare in caso di epidemia. Purtroppo, in caso di epidemia le vaccinazioni non servono, perché sono preventive e non curative“.