Viaggi per lavoro? Ecco a cosa hai diritto tra indennità e rimborsi

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14/10/2018

Ai dipendenti e collaboratori che viaggiano per lavoro spettano rimborsi di spese di vitto, alloggio e viaggio o indennità di trasferta.

Viaggi per lavoro? Ecco a cosa hai diritto tra indennità e rimborsi

Se sei un lavoratore dipendente o un collaboratore e devi viaggiare per lavoro, sappi che puoi avere diritto al rimborso di spese per vitto, alloggio e viaggio o ad un’indennità di trasferta. In quali casi si può usufruire di queste agevolazioni e come?

Trasferta, trasferimento e trasfertista

L’indennità e il rimborso spese con esenzione fiscale e contributiva spettano al lavoratore nel caso in cui il suo spostamento per lavoro è temporaneo. Nel caso di cambio sede, invece, si tratterebbe di trasferimento. Inoltre, nel caso in cui un dipendente sia assunto come trasfertista, quest’ultimo sarebbe obbligato da contratto a svolgere la sua attività in sedi sempre diverse.

In base agli spostamenti effettuati dal lavoratore, per le spese di vitto, alloggio e viaggio e le indennità, entro determinati limiti, vale l’esenzione fiscale e contributiva. Quindi, fino a una certa soglia, sulle somme corrisposte dal datore di lavoro per lo spostamento non si devono pagare tasse e contributi, sia nel caso in cui si tratti di indennità che di rimborsi.

La trasferta del lavoratore non deve essere confusa con gli spostamenti del lavoratore trasfertista e col trasferimento. Il regime di esenzione fiscale e contributivo delle indennità e dei rimborsi, infatti, differisce in base ai casi:

  • nella trasferta, lo spostamento del dipendente è temporaneo;
  • il lavoratore trasfertista, invece, è obbligato a prestare la propria attività lavorativa in sedi di lavoro sempre diverse;
  • nel trasferimento il lavoratore viene cambiato di sede.


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Rimborsi ed indennità per trasferta

Viaggi per lavoro? Ecco a cosa hai diritto tra indennità e rimborsi

L’indennità e i rimborsi per trasferta spettano, come anticipato, al dipendente che ha, come stipulato da contratto, una sede fissa ma è spostato temporaneamente dalla sua sede ordinaria di lavoro.

Per gli spostamenti in Italia l’indennità di trasferta è esente (sia dalle imposte che dai contributi) fino al limite giornaliero di:

  • 46,48 euro, se le spese di viaggio sono rimborsate a parte;
  • 30,99 euro, se sia le spese di viaggio che le spese di vitto o di alloggio sono rimborsate a parte;
  • 15,49 euro, se vengono rimborsate a parte le spese di viaggio insieme alle spese di vitto e di alloggio.

Per quanto riguarda gli spostamenti all’estero, l’indennità di trasferta è esente fino al limite giornaliero di:

  • 77,47 euro, se le sole spese di viaggio sono rimborsate a parte;
  • 51,65 euro, se vengono rimborsate a parte le spese di viaggio assieme alle spese di vitto o di alloggio;
  • 25,82 euro, se le spese di viaggio assieme alle spese di vitto e di alloggio sono rimborsate a parte.

Spese di trasporto: rimborso esente?

Per quanto riguarda le spese di trasporto con i mezzi pubblici, il rimborso al dipendente non è imponibile, ovvero non può essere tassabile. E’ esente da contribuzione e tassazione anche per gli spostamenti all’interno del comune della sede lavorativa, secondo quanto disposto dal Testo Unico Imposte sui Redditi. Affinché ciò avvenga, però, è necessario che i costi siano adeguatamente documentati.Viaggi per lavoro? Ecco a cosa hai diritto tra indennità e rimborsi

Se, per lo spostamento al di fuori della sede di lavoro, al dipendente viene assegnata un’auto, quest’ultima non costituisce reddito solo se assegnata esclusivamente per fini lavorativi. Se l’utilizzo è sia lavorativo che personale, l’auto aziendale costituisce reddito per il 30% del costo chilometrico annuo stabilito dalle tabelle ACI per lo specifico veicolo.


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In merito al carburante, bisogna sapere che, se ci si sposta al di fuori del comune dove si lavora, la spesa è già compresa nella voce di rimborso del costo chilometrico delle tabelle Aci.

Le stesse condizioni valgono anche per i collaboratori dell’azienda. Se la sede di lavoro è individuata nella sua stessa abitazione, ha diritto al rimborso chilometrico se si sposta in un Comune differente.

Rimborsi e indennità per i trasfertisti

Il dipendente trasfertista è colui che è obbligato, contrattualmente, a prestare la propria attività in sedi lavorative sempre differenti. Il lavoratore, quindi, si ritrova a non avere una sede fissa e, per questo, le sue mansioni richiedono continui spostamenti. Spesso si ritrovano in questa situazione, ad esempio, gli operai edili, i collaboratori scientifici, gli addetti di un’impresa di impianti elettrici, ecc.

Il dipendente, in questo caso, viene compensato con un’indennità o una maggiorazione della paga che, poiché stabiliti con contratto, risultano dovuti a prescindere dall’effettività degli spostamenti che si compiono.

Secondo la normativa fiscale le indennità e le maggiorazioni di retribuzione dovute ai trasfertisti non formano reddito imponibile in misura pari al 50% del loro ammontare. Ciò significa che la metà delle indennità e delle maggiorazioni è esente dalle imposte.