Visita fiscale e casi di esonero dell’obbligo di reperibilità del lavoratore

-
28/07/2020

Visita fiscale e obbligo di reperibilità, alcune categorie sono esonerate ma bisogna considerare il periodo di comporto, alcuni chiarimenti.

Visita fiscale e casi di esonero dell’obbligo di reperibilità del lavoratore

La normativa stabilisce che il lavoratore in malattia è soggetto alla visita fiscale e deve rispettare l’obbligo di reperibilità con orari ben precisi diversi fra dipendenti pubblici e dipendenti privati. In alcuni casi e per alcune categorie è previsto l’esonero, esaminiamo quali sono e l’incidenza del periodo di comporto.

Visite fiscali: orari di reperibilità

Per il settore privato gli orari di reperibilità sono tutti i giorni:

mattina: 10.00 – 12.00;

pomeriggio: 17.00 – 19.00.

Per il settore pubblico le fasce di reperibilità sono tutti i giorni:

mattina: 09.00 – 13.00;

pomeriggio: 15.00 – 18.00.

La normativa prevede alcuni casi di esonero dell’obbligo di reperibilità per alcune categorie di lavoratori del settore privato e pubblico. L’obiettivo è quello di tutelare i lavoratori che si rientrano in: 

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita, debitamente certificate;
  • stato patologico sotteso o connesso alla situazione d’invalidità riconosciuta, valutata in sede medico legale con una percentuale pari o superiore ai due terzi (67%) di invalidità permanente.

Nel settore pubblico in aggiunta, sono esonerati dalle fasce di reperibilità i lavoratori per: causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della Tabella A allegata al Dpr. 30 dicembre 1981, n. 834.

Chiarimenti Inps

La circolare Inps numero 95/2016 esamina nel dettaglio il concetto di “gravità”, spiegando anche il concetto di terapia salvavita. 

I certificati medici di malattia per ‘stati patologici’ consentono l’esonero dell’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità e la visita fiscale, ma rientrano nel periodo di comporto. 

Nello specifico la normativa bilancia il periodo di malattia del lavoratore stabilendo dei limiti oltre i quali scatta il licenziamento. Il lavoratore ha diritto ai giorni di malattia retribuiti, e in tali periodi ha diritto al mantenimento del posto di lavoro. Il datore di lavoro, non potrà procedere con il licenziamento per causa di malattia del dipendente, ma ci sono delle eccezioni, riguarda il periodo di comporto, che consiste nel limite  di malattia che il dipendente non può superare.

⇒ Malattia e periodo di comporto, chiarimenti e differenze in base ai CCNL