Visita fiscale e fasce di reperibilità, l’esonero sul certificato e chiarimenti Inps

Visita fiscale ed esonero delle fasce di reperibilità per malattia ansioso depressiva, quale codice deve apporre il medico sul certificato?

Visita fiscale ed esonero delle fasce di reperibilità per malattia ansioso depressiva, analizziamo cosa stabilisce la normativa vigente, considerando anche gli ultimi chiarimenti dell’Inps, rispondendo ad un quesito di una nostra lettrice.

Esonero fasce di reperibilità per malattia ansioso depressiva

Buonasera Sig. Angelina, ho visto il Suo nominativo in un sito internet in cui ha scritto di chiedere aiuto a Lei per la problematica della reperibilità in caso di malattia ansioso depressiva.

Ho deciso di scriverLe perché sono veramente alla disperazione. In sintesi, sono una dipendente pubblica, nell’ultimo anno ho subito e sto subendo, tuttora, vessazioni continuative da parte del mio dirigente, da anni, culminate, ultimamente, con multipli procedimenti disciplinari, totalmente costruiti ad hoc, con relative sanzioni, ricorsi in tribunale, e, continuazione delle medesime, anche ora che sono a casa, via pec. 

Sono in malattia continuativa da settembre, tra ferie e permessi, da metà luglio, da quando ho subito un’ aggressione fisica.

Trattasi di mobbing e stalking in piena regola, a tutt’oggi nessun medico, trasgredendo, quindi, la normativa, non ha ancora compilato un certificato di sospetta malattia professionale per mobbing ( stalking, molestie). Sono a casa, quindi, ufficialmente, con diagnosi di stato ansioso depressivo.

Ho fatto presente al capo dipartimento medico legale dell’Inps, producendo documentazione di sanzioni, denunce ecc. che il motivo è dovuto al mio dirigente. Mi è stato risposto che, purtroppo, essendo, io, un dipendente pubblico, devo in ogni caso rispondere al mio datore di lavoro in tutto e per tutto, e, che l’Inps nulla può fare, mi hanno risposto che non possono agevolarmi la reperibilità, e, che, in caso di mia assenza a domicilio, a visita medica di controllo, per qualsivoglia motivo, mi devo giustificare con il mio dirigente, mio mobber e stalker, il quale sarebbe ben felice di riscontrare tale evenienza.

Il mio medico, allora, ha scritto un certificato nel quale ha attestato che non posso rimanere chiusa in casa perché questo non giova alla mia guarigione, ha poi aggiunto un codice E accanto alla diagnosi che però non ha alcuna valenza. Ho cercato di mediare la situazione con l’Inps rendendo note le sentenze in merito allo stato ansioso depressivo, la risposta è stata la medesima, si è giunti alla conclusione che nel caso dovessi spostarmi per recarmi a delle visite mediche, o, dai sindacati, o alla cancelleria del tribunale, o dalle forze dell’ordine, avrei comunicato con anticipo la mia assenza, producendo di seguito la certificazione, senza avvisare dei miei spostamenti il datore di lavoro, spostamenti doverosi per la mia tutela e contro il datore di lavoro quindi al datore medesimo da non riferire.

L’altro giorno, è arrivato il medico fiscale, già visto più volte, al quale ho chiesto se egli venisse allertato dal suo superiore medico legale delle mie assenze preventivate, il medico mi ha risposto che lui non viene mai avvisato di nulla, aggiungendo che alla mattina gli arrivano da Roma i nominativi a cui effettuare il controllo, lui si reca in visita, e, se, il malato si trova a domicilio lo visita, altrimenti comunica l’assenza al datore di lavoro infischiandosene delle conseguenze, ribattendo che io sono tenuta ad avvisare il datore di lavoro di qualsiasi spostamento. 

Allora mi sono chiesta a cosa serva scrivere al capo dipartimento medico legale, attendendo il suo, “si prende atto”,  affinchè non invii visita in mia assenza, se questa viene effettuata lo stesso, mi sono chiesta a cosa serva avvisare dei miei spostamenti e produrre certificazione in merito se poi per l’Inps i miei spostamenti non sono giustificabili, (eccetto le visite mediche), e, a maggior ragione, oltre che spostamenti sconvenienti, non sono e non sarebbero in ogni caso assolutamente giustificabili per il mio dirigente, il quale non aspetta altro che adoperarsi per ulteriori procedimenti disciplinari se non addirittura per il licenziamento.

Le visite di controllo sono diventate un incubo, un ulteriore mezzo per vessarmi pure a casa, mentre dovrei starmene in pace, nella speranza che si avveri un trasferimento. La domanda che rivolgo a Lei, allora, riguarda proprio la possibilità di poter porre il codice E nel certificato di malattia, sebbene l’Inps abbia già bocciato l’idea di poterlo inserire. La non indifferibilità della visita medico fiscale, sarebbe l’unica ancora di salvezza per fare in modo che non venga comunicata l’assenza/e al domicilio, assenze sempre chiaramente, e, assolutamente doverose per me, ma che mi espongono in questo modo a ritorsioni certe. In attesa di una Sua gentile risposta, speranzosa per una soluzione, La ringrazio e La saluto.

Visita fiscale ed esonero delle fasce di reperibilità: le sentenze non solo legge

Purtroppo, non le sono di grande aiuto, la sua situazione andrebbe denunciata agli organi competenti. Lo stalking sul posto di lavoro è un reato a tutti gli effetti e va denunciato.

In riferimento alle varie sentenze della Corte di Cassazione, che hanno stabilito che la persona affetta da patologia da depressione o stress, se il medico prescrive al paziente svago e divertimento per superare lo stato di depressione patologico, quest’ultimo,  può anche recarsi al mare, servono a solcare la strada. Le sentenze non sono legge, molte volte vengono recepite dagli enti e trasformate in legge. Nel caso dell’esonero delle fasce di reperibilità per stress – depressione, certificata dal medico, l’Inps non ha provveduto ad emanare nessuna specifica in tal senso. Anzi, visto l’enorme flusso di domande pervenute su questo tema, ha pubblicato un messaggio che chiarisce nello specifico i casi di esonero delle fasce di reperibilità, precisando che nessun codice apposto sul certificato è valido, è possibile leggere qui i chiarimenti Inps:  Visita fiscale 2019: esonero delle fasce di reperibilità per malattia depressiva

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Angelina Tortora

Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”