Visite fiscali 2019: orari reperibilità, esenzione controllo e sanzioni. Guida per datori e lavoratori in malattia

Come funzioneranno le visite fiscali 2019? Il 2018 è stato l’anno delle novità per le visite fiscali. Anzi, a ben vedere, le nuove regole sarebbero scattate da settembre 2017 eppure, a distanza di più di un anno, restano alcuni dubbi sull’interpretazione corretta di alcuni punti tanto che, anche tra le parti direttamente coinvolte (medici Inps e curanti, lavoratori e datori) permangono alcune perplessità. Appare opportuno dunque, alla luce degli ultimi chiarimenti Inps e delle recenti sentenze sull’argomento, approfondire la portata dell’applicabilità delle visite fiscali 2019.

Come funziona il Polo Unico Inps per le visite fiscali: cosa è cambiato

Il decreto Madia ha introdotto il Polo Unico Inps per le visite mediche di controllo (VMC) per la gestione delle visite fiscali di dipendenti pubblici e privati (con alcune differenze, anche di orario dei controlli, legate al comparto lavorativo).
Con il passaggio della gestione al Polo Unico Inps, è stato stabilito che si possono effettuare anche più controlli nell’arco di durata della stessa malattia. Il medico Inps può passare anche nel week end (se questo rientra nella malattia) e anche più volte al giorno, sempre nel rispetto delle fasce di reperibilità.

Non solo: per il settore pubblico Confermato la visita fiscale è obbligatoria nel caso in cui l’assenza sia immediatamente successiva, o precedente, al weekend, alle ferie o ad un giorno di riposo.

Fasce orarie reperibilità 2019: dipendenti pubblici e privati

E veniamo proprio agli orari in cui il lavoratore in malattia deve essere reperibile presso l’indirizzo comunicato congiuntamente al certificato (se diverso da quello di residenza).

Per i lavoratori pubblici le fasce orarie in cui è possibile ricevere una visita fiscale vanno:
dalle 9:00 alle 13:00;
• dalle 15:00 alle 18:00.

La reperibilità in malattia del dipendente pubblico quindi è di 7 ore al giorno, 7 giorni su 7.

Per il controllo della malattia dei dipendenti privati invece, il medico Inps può bussare:
dalle 10:00 alle 12:00;
• dalle 17:00 alle 19:00.

Il progetto finale dovrebbe essere quello di uniformare a 7 ore al giorno per tutti ma ad oggi l’orario visite fiscali dipendenti privati per il 2019 resta invariato a 4 ore al giorno.

Regole particolare valgono per settore sanitario, scuola e polizia e forze dell’ordine: se si rientra in uno di questi comparti si consiglia di consultare i CCNL.

Ricordiamo che, per entrambe le categorie di lavoratori, l’invio del certificato deve essere telematico. Il certificato cartaceo è ammesso solo quando non è possibile per motivi tecnici procedere con l’invio telematico.

Esonero visita fiscale 2019: chi può evitare il controllo Inps?

Le normativa prevede espressamente alcune ipotesi di esonero alla visita fiscale:

• cause di forza maggiore;
• patologie gravi che richiedono terapie salvavita (ad esempio cure chemioterapiche);
• stati patologici connessi a situazione di invalidità riconosciuta pari almeno al 67%;
• situazioni particolari che rendono immediata e necessaria la presenza del lavoratore in un altro luogo;
• visite e accertamenti specialistici in concomitanza degli orari delle visite fiscali.

Alcuni motivi giustificati sono legati alla malattia, ad esempio visita dentistica urgente o ritiro lastre e radiografie se non possibile in altri orari. Rare le ipotesi di motivi giustificati non legati alla malattia, ad esempio visita a parenti ricoverati in ospedale (se non sono disponibili altri orari di ingresso) o servizio di volontariato, sempre a patto che on pregiudichi lo stato di salute del lavoratore.

La mancanza di esplicito riferimento dell’infortunio sul lavoro tra le cause di esenzione alla visita fiscale, ha generato confusione facendo sorgere il dubbio che le nuove regole avessero superato questa ipotesi. Non è propriamente così.

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Infortunio lavoro e in itinere: vale l’esenzione per le visite fiscali?

L’Inps ha avuto modo di chiarire a più riprese che i casi di infortunio sul lavoro (incluso infortunio in itinere) e malattia professionale, restano di competenza Inail e quindi l’Inps non può inviare controlli al lavoratore in malattia (si legga a tal proposito messaggio Inps n.3265/2017).

Codice E ed esonero: dalla visita fiscale o dalla reperibilità?

Nel certificato medico per malattia, l’esonero dalla visita fiscale è abbinato al codice E. Sul punto l’Inps è intervenuto con un messaggio di chiarimento datato 23 ottobre 2018, che ha ridotto il potere discrezionale di pazienti e medici e la portata del codice stesso. Quest’ultimo, si chiarisce, è un codice ad uso interno e indicativo. Il codice E nel certificato non esonera dal controllo Inps ma solamente dall’obbligo di reperibilità: questo significa che il controllo è sempre possibile, come spiegato chiaramente nella circolare INPS 7 giugno 2016, n. 95.

Sanzioni lavoratore non reperibile visita fiscale: cosa si rischia

Se, al momento della visita fiscale, il lavoratore fosse reperibile all’indirizzo di residenza segnalata nella certificazione e fosse sprovvisto di motivazione (da comprovare entro 15 giorni), subirà una decurtazione del 100% dello stipendio per i primi 10 giorni di malattia. Per i giorni seguenti invece la retribuzione sarà riconosciuta solo al 50%. Ne casi più gravi o di recidiva, come sanzione per assenza alla visita fiscale, può scattare anche il licenziamento.

Lavoratore irreperibile alla visita fiscale anche se in casa: quando è possibile

A tal proposito è bene specificare che l’onere di essere reperibile concretamente spetta al lavoratore. Non basta all’uopo giustificarsi adducendo come motivazione il citofono rotto o la mancanza del proprio nominativo nella targhetta, non aver sentito il campanello, assenza di numero civico all’ingresso etc. Questa almeno la regola generale anche se in alcune rare eccezioni i giudici si sono espressi a favore del lavoratore.

Visite fiscali 2019: quali altri novità potrebbero essere introdotte?

Queste dunque le più grandi novità adottate in merito alle visite fiscali 2019. Il processo di lotta all’assenteismo comunque non si ferma. Allo studio ci sono proposte mirate (e anche criticate) come il sistema di premi per i medici che fanno più controlli oppure il badge per i dipendenti pubblici funzionante tramite riconoscimento di impronta digitale.