Visite fiscali per i dipendenti pubblici, ecco cosa cambia

Visite fiscali: il decreto n. 206 del 17 ottobre 2017 nè regola lo svolgimento, l’accertamento delle assenze dal lavoro per malattia e inoltre individua le fasce orarie di reperibilità.

Richiesta della visita di controllo

La visita fiscale, nel momento in cui il lavoratore presenta il certificato di malattia all’azienda, può essere richiesta:

  1. Dal datore di lavoro pubblico, fin dal primo giorno di assenza dal servizio per malattia del dipendente, tramite il servizio telematico messo a disposizione dall’INPS;
  2. La visita può essere disposta nei confronti dei dipendenti pubblici anche su iniziativa dell’INPS, nei casi e secondo le modalità preventivamente definite dallo stesso Istituto nel rispetto di quanto previsto all’articolo 2.
  3. L’INPS procede, sempre, tramite canali telematici, all’assegnazione della visita ai medici incaricati di effettuare le visite fiscali domiciliari.

Di seguito troverete, tutti gli articoli legislativi della normativa vigente. Abbiamo redatto anche un video sulle ultime news.

Art.2 – Svolgimento delle visite fiscali

Le visite di controllo fiscali, in base all’art.2, vengono effettuate con cadenza sistematica e ripetitiva, anche in prossimità delle giornate festive e di riposo settimanale.

Art. 3 – Fasce orarie di reperibilità

Per i dipendenti pubblici, in caso di assenza di malattia, devono rispettare delle fasce orarie per reperibilità, le quali sono: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18 di tutti i giorni della settimana, quindi anche quelli non lavorativi e festivi.

Art. 4 – Esclusioni dall’obbligo di reperibilità

I lavoratori che sono esenti dal rispettare le fascie orarie di reperibilità sono solo quelli a cui è riconoscibile una delle seguenti circostanze:

  1. se il soggetto ha patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  2.  se il soggetto si è assentato dal lavoro per causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilita’ della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della Tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella Tabella E del medesimo decreto;
  3.  se il soggetto si trovi in uno degli stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%.

Art. 5 – Verbale di visita fiscale

Il medico incaricato dall’Inps, a svolgere la visita fiscale presso il domicilio del lavoratore malato, deve redigere e consegnare con la modalità telematica indicata dall’Inps, il verbale contenente la valutazione medico legale relativa alla capacità o incapacità al lavoro riscontrata. Il verbale viene messo a disposizione del dipendente e del datore di lavoro pubblico, mediante apposito servizio telematico predisposto dall’INPS.

Tali attività vengono sempre svolte nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.

Art. 6 – Variazione dell’indirizzo di reperibilità

Il dipendente  deve comunicare anticipatamente all’amministrazione presso cui presta servizio, l’indirizzo di reperibilità durante il periodo di malattia. A sua volta sarà il datore di lavoro a comunicare tale indirizzo all’Inps mediante i canali messi a disposizione dall’Istituto.

Art. 7 – Mancata effettuazione della visita fiscale

Nel caso in cui alla visita fiscale del medico, il lavoratore è assente all’indirizzo di reperibilità, viene data immediata comunicazione motivata al datore di lavoro che l’ha richiesta. Inoltre il medico rilascia un invito a visita ambulatoriale per il primo giorno utile presso l’Ufficio medico legale dell’INPS competente per territorio. Tale invito viene consegnato con modalità, stabilite dall’INPS nel rispetto della riservatezza ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, idonee a garantirne la conoscibilità da parte del destinatario.

Art. 8 – Mancata accettazione dell’esito della visita

Il dipendente sottoposto a visita medica che non accetti l’esito, ne deve dare dissenso in seduta stante al medico, il quale lo deve annotare sul verbale e farlo sottoscrivere. Il medico invita, quindi lo stesso lavoratore a sottoporsi a visita fiscale, nel primo giorno utile, presso l’Ufficio medico legale dell’INPS competente per territorio, per il giudizio definitivo.

In caso in cui il dipendente si rifiuta di firmare il verbale, il medico fiscale è tenuto a informare tempestivamente l’INPS e predispone apposito invito a visita ambulatoriale.

Art. 9 – Rientro anticipato al lavoro

Nel caso in cui il lavoratore guarisca in via anticipata rispetto al periodo di prognosi inizialmente indicato nel certificato di malattia, il dipendente è tenuto a richiedere un certificato sostitutivo, rilasciato dal medesimo medico che ha redatto la certificazione di malattia ancora in corso di prognosi o da altro medico in caso di assenza o impedimento assoluto del primo.

Art. 10 – Abrogazioni

Il decreto del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione 18 dicembre 2009, n. 206, è stato abrogato.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Visite fiscali per i dipendenti pubblici, ecco cosa cambia ultima modifica: 2018-10-03T06:25:23+00:00 da Maria Di Palo

Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.