Affitti casa: l’inquilino ha l’obbligo di tinteggiare casa a fine contratto?

Affitti casa: il conduttore non ha l’obbligo di tinteggiare casa a fine contratto, anche se è previsto dal contratto o dal verbale di consegna

Contratto di locazione – Sono state chiariti alcuni principi nell’ambito delle regole per la locazione, con la sentenza dalla Cassazione n. 29329/2019. In primo luogo tale sentenza ha precisato che i problemi di umidità e di muffa sono ritenuti vizi dell’immobile e sono pericolosi per la salute di chi ci abita, quindi possono essere motivi di recessione dal contratto di fitto. In più, il locatore non può esigere dal conduttore l’imbiancatura dell’appartamento alla fine del contratto, anche se è trascritto nel contratto. Tale clausola è ritenuta nulla in quanto ai sensi dell’art 1576 del Codice Civile, questa operazione rientra nell’ordinaria manutenzione a carico del proprietario.

Si può recedere dal contratto di locazione?

In una controversia tra locatore e conduttore per inadempimento al contratto di locazione, il giudice di primo grado dichiara legittimo il recesso dal contratto, rigettando la pretesa del locatore che richiedeva la risoluzione per inadempienza e la condanna degli inquilini a pagare i canoni insoluti, le spese condominiali, le spese di registrazione del contratto e quelle di tinteggiatura dell’appartamento.

Il locatore, continua nella sua battaglia e, impugna la decisione riproponendo le sue richieste effettuato in primo grado. I conduttori, a loro volta, richiedono il rigetto dell’appello e inoltre chiedono che il locatore venisse condannato ai sensi dell’art 96 c.p.c. a corrispondere 5000 euro o a ciò che il giudice riterrà giusto.

La decisione della Corte di Appello è quella di accogliere solo in parte le domande del proprietario, dichiarando il contratto risolto e condannando i conduttori al pagamento in solido di 2.500 euro, più gli interessi calcolati dal giorno del dovuto al saldo e rigettando l’appello incidentale.

Il conduttore ha l’obbligo di informare il locatore delle riparazioni

I conduttori presentano ricorso, in quanto non ritengono giusto che il giudice non abbia preso in considerazione, che se anche la CTU ha rilevato la presenza nell’appartamento di muffa e di umidità, il proprietario non abbia effettuato nessun tipo di riparazione. Imputando ai conduttori un uso non corretto della casa non facendo arieggiarla nel modo dovuto. In più, il giudice non ha preso in considerazione che dal momento del recesso fino alla conclusione del primo grado sono trascorsi ben 4 anni. Periodo abbastanza pesante per chi non è abituato a contenziosi e che avrebbe potuto decidere almeno per un riconoscimento in via equitativa.

Il locatore sostiene che fino al recesso il conduttore non gli aveva mai fatto presente delle macchie di umidità presenti in un’ala dell’immobile. Per questo il conduttore è venuto meno all’obbligo di informare il locatore e quindi poter provvedere alla riparazione. Per questo, il locatore contesta la violazione a lui imputatogli dalla sentenza di secondo grado. In cui era ritenuto responsabile delle macchie di umidità e muffa, quindi questo motivo di recesso da parte dei conduttori dal contratto di affitto. Poiché egli ritiene che tale disagio è stato provocato dallo stesso conduttore non arieggiando nel modo dovuto i locali. In più fa presente che come da verbale di consegna il conduttore avrebbe dovuto tinteggiare i locali a fine contratto.

Il conduttore ha l’obbligo di tinteggiare casa?

La Corte di Cassazione ha deciso con la sentenza n. 29329/2019 che il conduttore è giustificato dal recesso del contratto di affitto, in quanto vi è un netto collegamento tra l’umidità dei locali e i disturbi di salute della conduttrice (dispnea, attacchi broncospastici).

I giudici hanno ritenuto che i fenomeni di umidità sono vizi e costituiscono cose pericolose per la salute. La loro produzione non dipende da un mal utilizzo del conduttore dei locali, non dipendono quindi, dal non adempiendo alle obbligazioni assunte ai sensi dell’art. 1575 c.c, ma incidono sull’idoneità dell’uso dell’appartamento.

Non importa se il conduttore al momento della firma del contratto dichiarava di aver visionato i locali ritenendoli in buono stato e idonei all’uso convenuto. In quanto la conoscenza dei vizi, certamente non liberava il locatore dalla sua responsabilità, tanto meno se siamo in presenza di vizi che possono ledere alla salute. Per questo, la presenza del vizio denunciato giustificava il recesso anticipato dal contratto.

Infine gli Ermellini confermano ciò che avevano già deciso i giudici in primo grado, l’esclusione dell’obbligo di tinteggiare l’appartamento da parte dei conduttori a fine contratto. In quanto, le condizioni dell’immobile non sono dovute all’utilizzo dei conduttori ma a problemi prettamente strutturali.

Nonostante nel contratto di locazione e nel verbale di consegna è presente una clausola in cui si obbliga il conduttore a tinteggiare l’appartamento a fine contratto, la Cassazione ritiene tale clausola nulla. In quanto non è lecito addossare al conduttore una spesa di ordinaria manutenzione, che la legge pone a carico del locatore.

Disdetta contratto d’affitto per muffa e umidità, si può?

 


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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.