Affitto e sfratto: immobile riconsegnato con le migliorie apportate, la sentenza

Affitto e sfratto, bisogna consegnare l’immobile con le migliorie apportate, diversamente si rischia condanna di reato e ripristinare quello che è stato sfasciato, ecco la sentenza

Secondo una sentenza, l’inquilino ha l’obbligo di riconsegnare l’immobile al locatore nello stato in cui si trova, senza eliminare le migliorie apportate, pena di reato e condanna per esercizio arbitrario delle proprie ragioni. 

Affitto e sfratto: la sentenza

La sentenza numero 636 del 2019 del Tribunale di Campobasso, commette reato penale, l’inquilino che dopo essere stato sfrattato per morosità, prima della consegna dell’immobile, distrugge le migliorie apportata all’atto della locazione, perchè ritiene che la miglioria apportata è di sua proprietà. Una scorciatoia per evitare di rivolgersi al giudice e far valere i propri diritti. Ma la corte del Tribunale di Campobasso, non giustifica tale azione anzi la considera reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Vediamo che cos’è successo in base alla sentenza pubblicata. 

Il caso

Il locatore di un immobile ad uso commerciale ottiene la convalida di uno sfratto nei confronti di una società Srl con amministratore unico. 

Il conduttore rilascia l’immobile al proprietario, ma il proprietario al rilasci constata i danni apportati all’immobile: porte dei bagni e cucina mancanti, sanitari scollegati dalle tubazioni che ha provocato l’allagamento della cantina. 

Il locatore sporge querela nei confronti dell’inquilino che aveva provocato danni all’appartamento, con la disponibilità a ritirarla se l’inquilino dimostra la disponibilità a sistemare i danni causati. Il contratto di affitto firmato dalle parti riportava che le migliorie apportate all’immobile devono ritenersi acquisite al termine del rapporto di locazione. 

L’inquilino porta con se porte e sanitari senza preoccuparsi minimamente del danno che poteva arrecare all’immobile, e senza considerare la clausola nel contratto da lui stesso sottoscritto. L’inquilino inoltre, non ha nessuna voglia di rimettere le cose apposto facendosi una sua ragione su tutta la questione. 

La decisione del Tribunale

La querela continua il suo percorso, da considerare anche che per le migliorie apportate al locale il locatario aveva diminuito il canone di locazione. Il Tribunale, decide e condanna il conduttore come esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle cose (ex art. 392 c.p.).

Condanna il conduttore alla multa di 200 euro, al pagamento delle spese processuali e al risarcimento del danno arrecato al proprietario dell’immobile.  


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”